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Fca vola oltre i 15 euro su attese compratore asiatico, analisti incerti

A Piazza Affari

Fca vola oltre i 15 euro su attese compratore asiatico, analisti incerti

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Fiat Chrysler Automobiles di nuovo protagonista della seduta a Piazza Affari. I titoli, che hanno aggiornato un nuovo massimo storico sopra i 15 euro, hanno chiuso in progresso del 3,9%, registrando la performance migliore del Ftse Mib. Vivaci gli scambi: sono state trattate 28,6 milioni di azioni, contro le 9,6 milioni della vigilia.
Le azioni hanno beneficiato della speculazione che continua a scommettere su operazioni straordinarie all’orizzonte. Numerosi analisti sono fiduciosi che entro fine anno l’azienda annuncerà lo scorporo di Magneti Marelli e della componentistica. Ma nelle ultime ore a riaccendere l’attenzione su Fca sono state indiscrezioni di stampa provenienti dalla Corea del Sud, secondo le quali il gruppo guidato da Sergio Marchionne sarebbe nel mirino di Hyundai, interessata a realizzare un matrimonio con Fca. A riferirlo è stato il sito web, «The Korea Herald», che ha rilanciato le indiscrezioni già riferite a inizio mese da Asia Times, secondo cui l’ad Sergio Marchionne stava valutando l’operazione. D’altra parte a Monza il manager stesso aveva smentito di aver ricevuto offerte o di stare lavorando a «un grande accordo». Tra l’altro, hanno ricordato gli analisti di una primaria sim, operazioni su Fca non sono così scontate: ogni eventuale takeover sul gruppo potrebbe essere bloccato dal veto del Comitato per gli investimenti esteri negli Stati Uniti, che può intervenire anche in caso di assenza di problemi di antitrust.

Il parere degli analisti

Intanto numerose case di affari hanno ritoccato al rialzo le valutazioni su Fca, sull’ipotesi che la casa effettui break-up della componentistica e successivamente anche di Alfa Romeo e Maserati, forse di Jeep e Ram. In Borsa le azioni sono già salite di oltre il 50% da metà agosto.
Robert Streda, vicepresidente senior per l'agenzia di rating DBRS, esperto dei settori Automotive e Auto Parts - ha spiegato a Il Sole 24 Ore Radiocor Plus che l'acquisizione di Fca da parte di Hyundai ha senso vista la «debolezza significativa» del gruppo sudcoreano nella sua «relativa scarsità di offerte di prodotto nei segmenti che vanno per la maggiore, quelli di Suv e Cuv» e in cui l'azienda italo-americana è forte. Per Streda, un acquirente cinese avrebbe senso «da molti punti di vista. Ovviamente, l'acquisizione di Fca darebbe a un compratore cinese l'accesso ai mercati importanti del Nord America e dell'Europa. Inoltre, sul fronte dei prodotti, i Suv e i crossover del marchio Jeep farebbero molto bene a qualunque acquirente dal momento che questi segmenti continuano ad avere una popolarità crescente nel mondo, specialmente in Cina». L'esperto di DBRS, che attende una risoluzione del caso emissioni in Usa per aggiornare il suo rating su Fca, ora sotto revisione, crede che per il Ceo Marchionne «ci sia ancora tempo» per trovare un acquirente anche se stima che «un accordo di principio con una eventuale controparte dovrebbe esserci nella prima metà del 2018» visto che il manager italo-canadese intende lasciare l'azienda nel 2019. Questo perché, prima di chiudere una transazione servono negoziati dettagliati con diversi soggetti, sindacati inclusi, e i via libera regolatori. Quanto al potenziale scorporo di parti del gruppo, Streda crede che «sia ancora presto, in termini di crescita, per Maserati e Alfa Romeo ottenere valutazioni attraenti». Al contrario, il marchio Jeep - che stando a un report di luglio di Morgan Stanley, vale il 120% della capitalizzazione di Fca - «ha certamente già una scala e solide prospettive di crescita per attrarre un prezzo solido. Il problema, tuttavia, è che se si scorpora solo Jeep, non sono sicuro di cosa verrebbe fatto con la parte restante del portafoglio di marchi», ha concluso Streda.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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