Finanza & Mercati

A Milano nasce il Fintech District: ecosistema per attrarre capitali

32 le aziende aderenti

A Milano nasce il Fintech District: ecosistema per attrarre capitali

Non un luogo fisico quanto una community di aziende con un comune denominatore di elevata innovazione tecnologica e la medesima esigenza di trovare un ecosistema in cui potersi sviluppare, crescere ed affermare. Il “Fin-tech district” inaugurato oggi a Milano alla presenza del ministro dell'economia Pier Carlo Padoan,nasce su iniziativa di SellaLab, la piattaforma di innovazione del Gruppo Banca Sella, e di Copernico, la piattaforma di spazi di lavoro che promuove lo smart working Il suo obiettivo è di permettere alle 32 aziende che vi hanno aderito, fra start-up e altre già in fase più avanzata di lancio, di trovare in Italia, e in particolare a Milano, le condizioni ideali per prosperare.

Una nuova sfida per la Milano della finanza
Per la Milano capitale italiana della finanza è una grossa sfida perché proprio la raccolta fondi è il terreno su cui si giocherà questa partita. Le start-up per prosperare hanno bisogno di capitali, di investitori che credano nell'idea iniziale, che accompagnino poi l'azienda lungo i vari processi di sviluppo e che la aiuti ad affermarsi. A Londra in un anno viene investito un miliardo di sterline nelle start-up mentre in Italia l'anno scorso ci si è fermati a 50 milioni. La seconda condizione è trovare il talento adatto da inserire in queste start-up e qui, come ha sottolineato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, l'Italia si scontra con il triste record di avere il numero minore di laureati in materie scientifiche. Ma in questa fase di svolta dell'economia, la sfida lanciata dai promotori di questa iniziativa è quella di fare del fin-tech l'elemento di punta del rinnovamento.

Approfittare di Brexit
Le aziende che hanno aderito al progetto del Fintech District operano in diversi settori chiave per l'innovazione nel settore finanziario, tra cui crowdfunding, p2p lending, blockchain e cryptocurrencies, roboadvise. Alcune di queste aziende, come Moneyfarm, sono nate in Italia, (nello specifico a Milano nel 2011) ma hanno poi deciso di trasferirsi a Londra per aver accesso a un vasto ecosistema che garantisce maggiore accessibilità a finanziamenti e a professionisti di alto livello. Da allora tuttavia le cose sono cambiate: Londra con il Brexit appare a molti una casa meno accogliente rispetto al passato e nessuno ha certezza di quelle che saranno le condizioni che verranno riservate ai cittadini europei in futuro.

Per Milano, che già si è fatta avanti per ospitare l'agenzia del farmaco, questa può dunque essere una grande occasione per ritagliarsi un nuovo ruolo che è peraltro in sintonia con la sua lunga tradizione di centro finanziario. Come spiegato da Pietro Sella, ad del Gruppo Banca Sella, “creare un ecosistema aperto e adottare modelli di open innovation, ai quali tutti gli operatori possono accedere, è un fattore di competitività e una opportunità di successo nei settori economici a forte sviluppo. L'adozione di tale modello e l'innovazione dell'intermediazione finanziaria è a sua volta un acceleratore dell'innovazione in ogni altro campo dello sviluppo economico”.

I tre pilastri del Fintech District
Nelle intenzioni dei promotori del progetto, tre sono i capisaldi su cui ruota l'intera impalcatura:

- il know-how, ossia la messa in comune delle conoscenze da parte dei partecipanti alla community ed in particolare da parte di società di consulenza strategica, studi commerciali e legali, agenzie di marketing, imprese e istituzioni finanziarie, per aiutare gli aderenti a dare vita a nuove startup, a scoprire opportunità, a tutelare la proprietà intellettuale, individuare forme di finanziamento e conoscere le varie normative e così via;
- il secondo pilastro è la tecnologia, ossia la messa a disposizione di strumenti tecnologici (ad esempio software o piattaforme) per la gestione ordinaria delle attività o tecnologie abilitanti nuovi modelli di business;
- importante nel Fintech District, infine, è il tema capitali: coinvolgendo incubatori, acceleratori, business angel e fondi di venture capital, anche a livello internazionale, che possono apportare finanziamenti alle nuove idee e ai soggetti partecipanti al Fintech District.

La sede nel quartiere Isola
Al fine di favorire l'interazione fra i partecipanti al network, il progetto prevede che i membri del Fintech District abbiano la possibilità di accedere con diverse soluzioni e condizioni economiche agli spazi fisici del Palazzo S32 in Via Sassetti 32 nel quartiere Isola, nell'immobile di proprietà del Gruppo Banca Sella e gestito in collaborazione con Copernico.

La carica delle 32
Tra le aziende aderenti ci sono Banksealer, Blender Italia, Blockchainlab, Cisco, Conversate, Credimi, Diaman Tech, Digital Magics, Domec, Dpixel, Ebury, Endeavor, Enhancers, Ernest, Finleap, Freetrade, Growish, Hype, Lendix Italia, Moneyfarm, MyPass, P101, Portolano Cavallo, Primomiglio, Sardex, Satispay, Slimpay, Soisy, Spreadoff, Stamplay, SupernovaeLabs, The ING Project (Tip Ventures).

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