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Edison prenota gas «made in Usa»

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Edison prenota gas «made in Usa»

Edison alza la posta della scommessa sul futuro del gas e dopo gli accordi con i russi ora prenota forniture di Gnl dagli Stati Uniti: un milione di tonnellate l’anno (pari a 1,4 miliardi di metri di cubi) che si è impegnata ad acquistare per vent’anni da Calcasieu Pass, un nuovo impianto di liquefazione che Venture Globalpunta a realizzare in Louisiana.

Lo scorso giugno la società di Foro Buonaparte aveva stretto un’intesa con Gazprom – che sempre più appare come l’antagonista dello shale gas americano – per collaborare nell’apertura della cosiddetta Rotta Sud per il gas russo verso l’Italia.

L’accordo di ieri riguarda uno dei tanti impianti per l’export di Gnl in progettazione negli Usa. L’obiettivo è che Calcasieu Pass entri in funzione nel 2021, purché l’iter autorizzativo si concluda per tempo e Venture Global dia effettivamente via libera all’investimento: un esito non scontato, visto l’affollamento di progetti per nuova offerta e le previsioni incerte sulla domanda di gas, ma che è diventato più probabile ora che un decimo della produzione attesa dell’impianto ha trovato un cliente in Edison.

La società americana, che si vanta di poter diventare «uno dei fornitori di Gnl a più basso costo nel mondo», ha già raccolto 361 milioni di dollari per finanziare Calcasieu Pass e un altro e un altro impianto, sempre in Louisiana (Plaquemines, da 20 milioni di tonnellate). Ma per rassicurare le banche, divenute più caute nel concedere credito al settore, è importante riuscire ad esibire pre-accordi per la vendita del gas.

Secondo il Sales and Purchase Agreement annunciato ieri, Edison acquisterà il gas su base Fob (free on board). I carichi, privi di vincoli sulla destinazione, non necessariamente arriveranno quindi in Italia, anche se il gruppo di Foro Buonaparte è responsabile del 20% dei nostri approvvigionamenti attraverso contratti di lungo termine con Algeria, Libia, Qatar e Russia.

Non sono stati diffusi dettagli sul prezzo. Ma è presumibile che, in stile americano, sia stata prevista un’indicizzazione all’Henry Hub, come ha fatto Cheniere Energy, primo e tuttora unico esportatore di Gnl «made in Usa», dal terminal di Sabine Pass, che vende al 115% delle quotazioni Henry Hub più una tariffa fissa di 2,25-3 $/MBtu.

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