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Pirelli: fissato prezzo finale dell’Ipo a 6,5 euro

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RITORNO IN BORSA

Pirelli: fissato prezzo finale dell’Ipo a 6,5 euro

Il prezzo finale dell'ipo Pirelli , secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, è stato fissato a 6,5 euro: si tratta del livello minimo del range “ristretto” ieri tra i 6,5 e i 6,7 euro. Ai prezzi fissati oggi, Pirelli arriverà in Borsa con un capitalizzazione di 6,5 miliardi di euro. Il book di ordini risulta coperto in questo range di prezzo. L'iniziale forchetta di prezzo era indicata in 6,3-8,3 euro.
Pirelli tornerà il 4 ottobre a Piazza Affari con una valutazione dunque inferiore a quella con cui fu delistata due anni fa (circa 7,4 miliardi) prima del riassetto industriale avvenuto con lo scorporo dei pneumatici per autocarro. Sul mercato, tra collocamento istituzionale e offerta retail, andrà fino al 40% del capitale del gruppo degli pneumatici.

L'addio alla Borsa nel 2015
Pirelli aveva dato l’addio a Piazza Affari due anni fa, nel 2015, quando fu lanciata un’offerta pubblica sul mercato che valutava l’azienda circa 7,5 miliardi di euro. Da allora l'azienda ha subito alcune trasformazioni: è più piccola - perchè i pneumatici per camion sono stati scorporati in una nuova società, Prometeon - ed è più focalizzata sui pneumatici di alto valore e quindi con maggiori margini economici. Tuttavia ha anche più debiti finanziari netti, passati da 1,2 miliardi di euro a fine 2015 a 4,2 miliardi di giugno.

“L'azionariato della società vedrà ChemChina con una partecipazione compresa tra il 45% e il 49%, Camfin tra il 10% e il 12% circa, i russi di Lti tra il 5% e il 6%”

 

Post quotazione cinesi al 45-49% del capitale, russi al 5-6%
L'azionariato della società - a seguito dello scioglimento della holding Marco Polo che attualmente detiene l'intero capitale - vedrà ChemChina con una partecipazione compresa tra il 45% e il 49%, Camfin tra il 10% e il 12% circa, mentre i russi di Lti tra il 5% e il 6%. I soci saranno vincolati a non cedere altre partecipazioni nei successivi 6-12 mesi dalla quotazione del 4 ottobre: «Nessuno ha manifestato voglia di vendere né i russi né Camfin», aveva assicurato il numero uno, Marco Tronchetti Provera, il giorno della presentazione dell'ipo. Giorno in cui il manager ha anche preannunciato la propria uscita dal gruppo tra due anni.

Dividendi a partire dal 2019 in misura del 40% del risultato netto
La Pirelli che si presenta in Borsa, oltre a una rifocalizzazione sul segmento "high value" dei pneumatici, - ha comunque precisato il vice presidente e ceo Marco Tronchetti Provera in occasione della presentazione - ha anche una struttura finanziaria «più solida» e questo «ci permetterà di distribuire dividendi a partire dal 2019 in misura del 40% del risultato netto».Il manager ha anche spiegato: «Abbiamo ridotto il debito (dopo che aveva toccato i 5 miliardi a fine 2016, ndr) a un livello per cui la società è finanziata a livello investment grade : abbiamo ridotto il debito grazie a 600 milioni dalla separazione delle attività autocarro, 1,2 miliardi di aumento di capitale, e 500 milioni di cash flow (flussi di cassa, ndr) nell'ultimo biennio: questo ha prodotto una velocissima riduzione del debito che ci ha permesso di andare in Borsa prima del previsto. A fine anno avremo un rapporto debito netto/ebitda inferiore alle 3 volte e scenderà sotto le 2 volte al 2020».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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