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«Banche, regole da semplificare»

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«Banche, regole da semplificare»

  • –Laura Serafni

«Le regole servono. La crisi gravissima del 2008 (innescata negli Usa dai mutui subprime, ndr) ha dimostrato che esistevano maglie larghe che andavano chiuse per evitare che quello che era accaduto si ripetesse. Ciò che è importante è che le regole siano ben disegnate». A parlare è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ospite a Todi - assieme al giudice della Corte costituzionale Giuliano Amato, al presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani, e al sottosegretario allo sviluppo economico, Ivan Scalfarotto - per la Giornata in memoria di Franco Todini, organizzata con la regia della figlia Luisa Todini. Il governatore è sollecitato dalla moderatrice Myrta Merlino a intervenire sul tema dell’eccesso di regolazione e delle numerose Autorità di controllo nel sistema bancario europeo, un framework che in occasione delle crisi dei mesi scorsi ha mostrato i suoi limiti e i margini di discrezionalità che talvolta può lasciare a chi è chiamato a decidere.

«È vero che ci sono molte autorità in Europa - osserva Visco -. Anche la Dg Concorrenza ha potere di intervento, oltre al Ssm, alla Bce. C’è poi un sistema di regole che è stato costruito con molta fretta. Si legge sulla stampa in questi giorni che vi sarebbe un disegno in base al quale le grandi banche europee devono prendersi le banche più piccole. Penso che sia importante intervenire sulle regole con l’obiettivo di semplificare bene».Le parole del governatore, già intervenuto nei mesi scorsi su questi aspetti, assumono ora un significato importante perchè arrivano il giorno successivo all’annuncio da parte della presidente del Ssm, Daniele Nouy, dell’intenzione di presentare a breve nuove disposizioni sul trattamento dei crediti problematici e della sofferenze bancarie, di cui al momento non si capisce la portata (da qui gli articoli sul disegno contro le banche più piccole). La Nouy ha fatto riferimento a un’indicazione quantitativa delle «aspettative» del Ssm per la riduzione delle stock di sofferenze da parte delle banche dell’eurozona, che potrebbe suonare come l’introduzione di nuovi criteri per ridurre il peso degli Npl sui bilanci delle banche. Un nuovo giro di vite, in sostanza. Se così fosse, sarebbe un po’ un fulmine a ciel sereno, considerato il fatto che non più tardi della primavera scorsa lo stesso Ssm aveva emanato le linee guida per la gestione dei crediti problematici, sulla base delle quali le singole banche avevano elaborato e inviato alla Bce i piani sugli Npl. E ancora: a luglio l’Ecofin aveva dato il via libera a un piano di azione per smaltire le sofferenze bancarie “principalmente” con soluzioni nazionali, sulla base di criteri armonizzati.Qual è il senso di un nuovo intervento ora? Il momento storico, del resto, è delicato e probabilmente per questo il governatore si riferisce alla necessità di semplificare con criterio - dunque cercando di armonizzare gli ordinamenti dei vari paesi - le regole. Nei prossimi mesi il parlamento europeo metterà mano a una revisione più ampia delle direttive Brrd sul bail in e Crr sui requisiti patrimoniali. Non è da escludere l’intervento di qualche falco, in particolare i tedeschi, per introdurre un’ulteriore stretta sul trattamento degli Npl che penalizzrebbe le banche italiane, le quali potrebbero essere prede più facili .

Visco ha ricordato il grande sforzo, anche di fiducia, fatto dal paese nel dopoguerra. «Ce lo siamo dimenticato - ha chiosato -. Allora le distanze venivano percorse a piedi». E fu allora che Franco Todini, da agricoltore, cominciò a farsi firmare cambiali dai compaesani per inseguire il sogno di «costruire le strade del mondo». Lo finanziarono i compaesani, non le banche.

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