Finanza & Mercati

1/3 Quello strano animale della «corporate tax» americana

    STATI UNITI

    Chi guadagna davvero dal taglio delle tasse di Trump?

    Il presidente americano ha annunciato la riduzione della corporate tax dal 35% al 20%: peccato che già oggi siano poche le società che versano l'intera aliquota. Anzi, ce ne sono molte che beneficiano di imposte inferiori al 20%. Ecco quali sono

    (Afp)
    (Afp)

    1/3 Quello strano animale della «corporate tax» americana

    Trump la scorsa settimana ha varato la sua riforma fiscale, che prevede il calo della corporate tax americana dal 35% al 20%. Il Congresso ne discuterà per mesi, con toni bellicosi ed esiti non scontati. La cosa è singolare perché già adesso buona parte delle grandi società americane versa in tasse federali meno del 35% dei profitti (e in alcuni casi addirittura meno del 20%).

    Il sistema fiscale americano rappresenta infatti un'intricata foresta di agevolazioni, esenzioni e trattamenti tributari ad hoc concessi alle singole aziende, frutto del lavoro degli infaticabili lobbisti in azione a Washington. Inoltre esiste una concorrenza fiscale all'interno degli stessi Stati Uniti, con piccoli “paradisi” come il famigerato Delaware (ma anche Nevada, South Dakota e Florida) che contribuisce a limare ulteriormente il carico tributario.

    Alcuni analisti hanno fatto i conti in tasca alla Corporate America scoprendo che - stando alle ultime cinque trimestrali - all'interno del Dow Jones Industrial Average solo il 6% delle società paga più del 35% medio in imposte federali. Non solo: il 21% delle aziende del Dow Jones già ora versa meno di quel 20% che rappresenta l'obiettivo finale dell'amministrazione Trump. Ma vediamo più in dettaglio chi guadagna dalla riforma tributaria del fulvo presidente e a chi il taglio delle tasse non fa né caldo né freddo (perché già oggi paga meno del 20%).

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