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Finale ad alta tensione a Madrid, a Milano banche a picco

la giornata dei mercati

Finale ad alta tensione a Madrid, a Milano banche a picco

Andamento titoli
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Chiusura contrastata per le Borse europee li (segui qui i principali indici), con Madrid (-2,85%) e Milano (-1,44%) che hanno accusato perdite consistenti. La Borsa spagnola ha continuato a pagare dazio all'incertezza provocata dall'esito del referendum della Catalogna, che lo stesso re Felipe ha definito «irresponsabile». Ma ad alzare la tensione è stato l'annuncio nel pomeriggio che il Parlamento Catalano voterà l'indipendenza da Madrid. L'Ibex 35 ha rotto al ribasso quota 10mila. Piazza Affari ha invece risentito degli scivoloni accusati dai titoli delle banche, dopo la nuova stretta della Banca centrale europea sui crediti deteriorati: quelli maturati a partire dall’anno venturo dovranno essere coperti al 100%. Più nel dettaglio la copertura totale sui crediti deteriorati non garantiti deve avvenire nell'arco di due anni, quella sui crediti garantiti entro sette. Tra l'altro si sono mossi al rialzo sia lo spread spagnolo, che si è portato in area 133 punti, sia quello italiano , salito a 180 punti. Gli altri listini si sono mossi in ordine sparso, nell’attesa delle parole del numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi (inizio del discorso alle ore 18,), e anche del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen. Francoforte ha guadagnato lo 0,53%, anche sulla spinta dell'indice Pmi ai servizi che in germania a settembre ha riconquistato i massimi da sei mesi, attestandosi a 55,6 punti.

Banche nell'occhio del ciclone dopo indicazioni Bce

A Piazza Affari sono andate male le azioni delle banche , dopo che è stato pubblicato un documento dell’istituto di Francoforte nel quale si preannuncia che i crediti dubbi generati a partire dal 1 gennaio 2018 dovranno essere coperti al 100%.

In particolare il documento, in consultazione per eventuali modifiche fino all'8 dicembre, afferma che nella riforma sugli accantonamenti automatici non è coinvolto lo stock di sofferenze al 31 dicembre 2017. D’altra parte gli analisti temono che potrebbe verificarsi «una maggiore migrazione per fine 2017 di crediti da performing a crediti dubbi in modo da non incappare nel nuovo meccanismo di accantonamenti automatici» che scatterà dal primo gennaio 2018. Ad essere maggiormente penalizzate, sottolinea un altro analista, «saranno le banche che hanno classificato peggio i crediti in bonis». In Borsa Banco Bpm ha perso il 5,3%, Banca Pop Er il 2,96% e Ubi Banca il 3,7%. Sono andate male leUnicredit (-2,6%), leIntesa Sanpaolo(-1,68%) e le Mediobanca (-0,5%)

Fca e Ferrari si oppongono al calo generalizzato

Per contro hanno arginato i danni le Fiat Chrysler Automobiles (-0,33%) e le Ferrari (-0,1%). Sono salite le Davide Campari(+0,16%), nel giorno in cui il gruppo ha siglato un accordo per la cessione del business Lemonsoda a Royal Unibrew, società produttrice di bevande con sede in Danimarca. Il corrispettivo dell'operazione (Enterprise Value) è pari a 80 milioni in assenza di cassa o debito finanziario per il 100% del capitale sociale della società interamente controllata da Davide Campari-Milano, salvi i consueti meccanismi di aggiustamento prezzo. Il business ceduto comprende le bevande gassate analcoliche a base di frutta quali Lemonsoda, Oransoda, Pelmosoda e Mojito Soda, raggruppate sotto il marchio Freedea, e i marchi Crodo (a esclusione di Crodino). Oltre ai marchi, il perimetro della vendita include il sito produttivo e di imbottigliamento situato a Crodo, nel Nord Italia, la sorgente d’acqua e il magazzino.
Sono andate bene anche leLuxottica Group (+0,8%), nonostante l’incertezza legata all’operazione di integrazione con Essilor, sotto la lente delle autorità europee.

Mediobanca penalizza Moncler, sostiene Ynap

Del settore della moda, invece, hanno perso il 2,6% le Moncler, penalizzate da un giudizio sfavorevole di Mediobanca, che pur apprezzando la strategia dell’azienda, ritiene che le azioni abbiano corso abbastanza dopo aver guadagnato circa il 50% da inizio anno. La stessa Mediobanca ha invece alzato le valutazioni su Yoox Net-A-Porter Group, che dopo esser salita per gran parte della giornata ha chiuso in calo dello 0,3%. Dopo la riorganizzazione aziendale e gli investimenti realizzati per portare a termine l’integrazione tra Yoox e Net-a-Porter, Mediobanca mette in conto che la crescita dei ricavi dell’azienda possa convergere verso la doppia cifra. In più le sinergie derivanti dall’integrazione amplieranno il divario di margini rispetto ai competitor. «Togliamo il 25-30% di sconto rispetto ai competitor, come Asos e Zalando, scommettendo che i rischi di integrazione del processo di integrazione si siano ridotti e siano più visibili i risultati futuri. Alziamo il nostro target di prezzo a 39 euro», hanno concluso gli esperti di Piazzetta Cuccia.

Deboli Telecom e titoli del petrolio

Telecom Italiaha perso quasi il 2% (-1,93%), mentre gli analisti continuano a interrogarsi sul futuro del gruppo telefonico e sull’eventualità che l’azienda debba pagare la multa per la mancata comunicazione sulla posizione di forza di Vivendi, che dopo l’assemblea di maggio esercita il controllo di fatto. Sono andate male le azioni del settore petrolifero, conEni in calo dell’1,2% e Saipem del 2,3%.

Pirelli poco sotto il prezzo di collocamento

E’ stata invece una giornata sotto tono per Pirelli & C, che ha di nuovo debuttato a Piazza Affari dopo il delisting di due anni fa. I titoli hanno perso lo 0,5% rispetto al prezzo di collocamento di 6,5 euro. L'altra matricola, Gima Tt ha invece continuato a salire (+0,91%): così solamente in tre sedute dopo lo sbarco sul listino, le azioni hanno guadagnato il 23% circa rispetto al prezzo di collocamento.

Tra le piccole, gettonate Openjobmetis e Fila

Fuori dal paniere principale si sono distinte le Openjobmetis(+3%), dopo la debolezza delle ultime sedute provocata dall’uscita del fondo Wise che ha ceduto oltre il 2% del capitale, rimanendo con un esiguo 0,12% del capitale. Il numero uno, Rosario Rasizza, ha però fornito indicazioni positive sull’azienda, che sta beneficiando del miglioramento del mercato del lavoro italiano.
Si sono mosse al rialzo anche le azioni diFila (+2,17%), dopo le prospettive di crescita indicate dal management dell’azienda delle matite.

A Madrid male le banche catalane, in controtendenza Abertis

A Madrid sono state travolte dalle vendite le azioni delle banche, soprattutto di quelle catalane come Caixa Bank, che ha perso il 4,9% e Banco de Sabadell (-5,69%). Abertis, la società nel mirino di Atlantia, è andata in controtendenza, nonostante abbia base a Barcellona. i titoli hanno guadagnato lo 0,91%, chiudendo a 17,26 euro.

Euro stabile

L'euro è rimasto abbastanza stabile nei confroti delle pricipali valute (segui qui l'andamento del biglietto verde contro le principali divise e qui quello dell'euro), nonostante i trader si interroghino sulle indiscrezioni che circolano circa la scelta del prossimo presidente Fed che potrebbe essere meno 'falco' di quanto ci si attendesse finora.

Petrolio volatile nel giorno dato su scorte Usa

Il prezzo del greggio ha registrato un andamento volatile nel giorno della diffusione del dato sulle scorte americane, che sono calate. Dopo aver perso terreno per tutta la giornata, il valore del'oro nero è tornato a rialzare la testa, ma con scarso successo (segui qui l'andamento dei prezzi). In particolare nella settimana conclusa il 29 settembre le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate di 6,023 milioni di unità a 464,963 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 300.000, dopo la discesa di 1,846 milioni di unità precedente. Secondo i dati diffusi dal Dipartimento all'Energia, gli stock di benzina si saliti oltre le attese, di 1,644 milioni di unità a 218,936 milioni.

Crescita di posti di lavoro sotto le attese nel settore privato Usa
Crescita al di sotto delle previsioni dell'occupazione nel settore privato americano in settembre, complici anche gli uragani che hanno colpito il sud degli Stati Uniti. Il dato, che anticipa il rapporto sul lavorodi venerdì, evidenzia comunque i progressi del settore nel 2017. Secondo il rapporto mensile redatto da Macroeconomics Advisers e dall'agenzia che si occupa di preparare le buste paga Automatic Data Processing, il mese scorso sono stati creati 135.000 posti di lavoro, mentre le stime erano per un rialzo di 150.000. Per il dato sull'occupazione di venerdì, gli analisti attendono un tasso di disoccupazione invariato al 4,4% e la creazione di 80.000 posti di lavoro, dopo i 156.000 del mese precedente.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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