Finanza & Mercati

Come si investe? Il primo consiglio arriva da familiari e amici

Settimana mondiale dell’investitore

Come si investe? Il primo consiglio arriva da familiari e amici


In Italia, più della metà dei risparmiatori decide dove investire

i propri soldi dopo essersi consultato con i propri familiari, con i propri amici o con i colleghi di lavoro. Solo un quarto, invece, sceglie come e dove investire dopo aver sentito un consulente finanziario, oppure dando delega la gestione dei suoi risparmi a un intermediario. Tutti gli altri si muovono in autonomia.

Rapporto Consob sul risparmio. Questa la fotografia che emerge dal Rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane nel 2016, presentato oggi in occasione della WIW, World Investor Week, la settimana mondiale dedicata all'educazione finanziaria che viene celebrata fino all'8 ottobre in contemporanea in più di 40 paesi, tra i quali l'Italia. A promuoverla è lo Iosco, l'organizzazione globale che raccoglie i regolatori dei mercati finanziari operanti a livello nazionale -per l'Italia la Consob– con lo scopo di diffondere una maggiore diffusione dell'educazione finanziaria a livello mondiale.

Gli italiani delusi dal fai da te. Alla fine del 2016 il 45% degli intervistati detiene uno o più strumenti finanziari, essendo fondi comuni, obbligazioni
bancarie italiane, azioni quotate e titoli di Stato domestici i prodotti più diffusi. L'ansia connessa alla gestione delle finanze personali sembrerebbe scoraggiare l'investimento 'fai-da-te', mentre avrebbe l'effetto contrario l'interesse per
le materie finanziarie, che mostra una correlazione positiva con la tendenza ad affidarsi alla consulenza sia informale sia professionale.

In fondo alla classifica le donne.Secondo una recente indagine svolta dal Museo del Risparmio di Torino le donne italiane, pur essendo caratterizzate da un’alta capacità del risparmio, sono quelle presentano meno, rispetto agli uomini, cultura finanziaria. «Risparmiano ma non investono - ha ricordato Giovanna Paladino, direttore del Museo - scarsa è la capacità di pianificare e il 50% non rischia lasciando buona parte dei propri soldi sul conto corrente. Quindi, nel lungo termine i risparmi delle donne sono quelli destinati ad essere i meno fruttuosi. E questo è tanto più grave se si pensa che le donne sono anche quelle destinate in futuro a percepire le pensioni più basse»

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