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Pietro Salini apre il «cantiere» debito

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Pietro Salini apre il «cantiere» debito

  • – di Simone Filippetti
(Agf)
(Agf)

Salini Impregilo apre il dossier debito. Il gruppo internazionale di costruzioni, creato da Pietro Salini, sta studiando un grosso piano di rifinanziamento per una buona parte del suo indebitamento finanziario.

Riscadenzare il debito era uno degli obiettivi che Salini Impregilo si era data per il 2017. Adesso è arrivata l’ora, e secondo rumor di mercato, il «campione nazionale», definizione di Salini in persona, avrebbe chiesto alle banche di mettere in piedi l’operazione: nel mirino una fetta consistente del debito a medio e lungo termine. Dalla relazione semestrale pubblicata, si apprende che il gruppo romano ha 931 milioni di debiti lordi con le banche. Di questi, 740 milioni sono a medio e lungo termine. E’ su questa «torta» che le banche stanno lavorando: in pista ci sono Banca Imi (Intesa SanPaolo), Bnl e Unicredit più alcuni big stranieri che da sempre affiancano il costruttore: Goldman Sachs e le spagnole Santander e BBVA. L’annuncio di un accordo potrebbe essere comunicato a breve, nel giro di qualche settimana.

D’altronde dopo la mega espansione degli anni scorsi, partita con la scalata a Impregilo e culminata con lo sbarco negli Stati Uniti, è tempo di stabilizzare la situazione finanziaria, cosa che peraltro auspicano e caldeggiano gli analisti delle banche d’affari: l’indebitamento netto al 30 giugno (chiuso con ricavi sopra i 3 miliardi e un utile operativo di 137 milioni) era sceso a 784 milioni.

Il momento è molto propizio per mettere mano al debito: le condizioni di mercato sono ottime e le banche, dopo anni di cordoni stretti, sono più disponibili che in passato. Salini Impregilo, secondo quanto si apprende, cercherà di strappare le migliori condizioni per allungare la scadenza del debito (anticipando alcune scadenze che sono entro i due anni) e per aumentare la quota di debito a tasso fisso, già al 50%, a scapito di quella variabile. Nei mesi scorsi l’azienda aveva già emesso un bond; ma il prossimo anno ne scade un altro, eredità della Salini «vecchia», e dunque la ristrutturazione servirà anche per l’obbligazione in scadenza.

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