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Deripaska porta sul listino di Londra la holding En+

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Deripaska porta sul listino di Londra la holding En+

Oleg Deripaska (Afp)
Oleg Deripaska (Afp)

Anche Oleg Deripaska cavalca il rally dei metalli, approfittando dei prezzi record per portare in Borsa En+, la holding attraverso la quale il magnate russo possiede il 48% di Rusal – uno dei maggiori produttori mondiali di alluminio – e le centrali idroelettriche siberiane di En+Power.

La quotazione, che punta a raccogliere 1,5 miliardi di dollari, da impiegare per ridurre il debito, avverrà a novembre sia sul listino di Mosca che su quello di Londra, dove le Ipo di società russe, un tempo molto frequenti, si sono prosciugate dal 2014, lasciando il posto a numerosi delisting dopo che la Russia, in seguito all’invasione della Crimea, è stata colpita dalle sanzioni occidentali.

Un altro colosso delle materie prime, Glencore, sull’onda dei record dello zinco ha appena lanciato un’offerta per il controllo del produttore peruviano Volcan (si veda il Sole 24 Ore di ieri).

Anche Deripaska sta sfruttando il momento favorevole sul mercato dei metalli: il prezzo dell’alluminio è salito ai massimi da 5 anni, in rialzo di quasi il 30% da gennaio ed è soprattutto grazie alla partecipazione in Rusal – che a sua volta possiede il 27% di un altro big dei metalli, Nornikel – che En+ è riuscita a chiudere il primo semestre con un Ebitda in crescita del 44% (a 1,5 miliardi di $).

L’operazione tuttavia ha un significato politico oltre che finanziario: gli analisti la vedono come un test importante dell’interesse degli investitori verso la Russia, considerato che i rapporti con l’Occidente sono tuttora molto tesi.

Lo sbarco in Borsa di Deripaska si accompagna peraltro a un ulteriore avvicinamento di Mosca alla Cina, che vede di nuovo coinvolta Cefc China Energy, la società che un mese fa ha rilevato per 9,1 miliardi di $ il 14,2% del colosso petrolifero Rosneft. Nell’ambito dell’Ipo, che riguarda una quota imprecisata di En+, una partecipazione del valore di 500 milioni andrà all’AnAn Group di Singapore, descritto nel comunicato dei russi come «partner strategico» di Cefc.

«I cinesi sono buoni partner e abbiamo una grande opportunità di costruire relazioni con loro», ha dichiarato il ceo di En+, Maxim Sokov, che non esclude «nel medio lungo termine» di poter fornire elettricità alla Cina. «La Russia è ben posizionata, abbiamo un grande potenziale idroelettrico, fonte di energia pulita che potrebbe essere venduta oltre frontiera».

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