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Crack Cirio, nuovo processo a Cragnotti

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Crack Cirio, nuovo processo a Cragnotti

  • –Ivan Cimmarusti

Il crack finanziario da 1,2 miliardi di euro del gruppo Cirio - in relazione alla cessione di Eurolat alla Parmalat di Callisto Tanzi - costa una condanna definitiva a quattro anni per l’ex banchiere Cesare Geronzi e un nuovo processo per l’ex patron Sergio Cragnotti.

Così ha deciso la Corte di Cassazione, nel processo di terzo grado per il default risalente al 2003, legato al mancato pagamento delle cedole sulle obbligazioni da 1,2 miliardi di euro. Un dissesto che, stando alle associazioni dei consumatori, ha coinvolto 35mila risparmiatori. Tutto ha inizio nel 1999, con una campagna di acquisizioni (Del Monte, Brombil e la società sportiva Lazio) costata oltre 640 milioni, che porta a un debito superiore al miliardo di euro, di cui l'85% verso banche. È in questa fase - tra il 2000 e il 2002 - che il gruppo decide di avviare emissioni obbligazionarie per 1,2 miliardi in Lussemburgo, finendo sotto inchiesta.

Secondo le toghe del Palazzaccio, Geronzi - la cui pena di quattro anni potrebbe essere in parte coperta da indulto - è colpevole di bancarotta fraudolenta, mentre per Cragnotti si è stabilito di rimandare gli atti alla Corte d’Appello di Roma, dove si dovrà svolgere un nuovo processo per bancarotta distrattiva. Ma andiamo con ordine. La posizione di Geronzi - che a giugno 2016 ha lasciato la presidenza della Fondazione Generali - è legata a una serie di distrazioni di denaro: nel 1999, assieme ad altri coimputati, «distraeva da Cirio spa in favore di Brombil Cirio International Lux con sede in Lussemburgo e di Cirio International Bv (...) l'importo complessivo di 227.284.286.909 lire» e «l’importo di 288 miliardi».

Stando agli accertamenti, la distrazione si «realizzava utilizzando la provvista proveniente dalla cessione a Parmalat del settore latte di Cirio (...) nonché attraverso l'attribuzione ad Eurolat del debito di 170 miliardi di lire creatosi a seguito di un finanziamento concesso da Banca di Roma a Cirio spa». Sempre nel 1999, inoltre, risulta un'altra distrazione per 64 miliardi di lire, «fuoriuscita sempre da Cirio verso Brombil Cirio International Lux».

Per il terzo grado di giudizio, Geronzi è anche colpevole di aver concorso nel distrarre nel 2002 «17 milioni 559mila 534 euro, pari al prezzo dovuto a Banca di Roma spa da Cirio Holding spa per la cessione a quest'ultima di 238mila 715 azioni ordinarie e 119mila 350 azioni privilegiate di Brombil Cirio International Lux».

Il nuovo processo per Cragnotti riguarda il capo d'accusa più grave: la cessione nel 1997 di Sagrit spa (poi Cirio Holding spa) alla società brasiliana Brombil per un importo di 380 milioni di dollari. In secondo grado la Corte d'Appello aveva condannato Cragnotti a una pena di 7 anni di reclusione, divenuti poi 8 anni e 8 mesi con gli altri reati. Bombril - hanno spiegato i difensori di Cragnotti, gli avvocati Massimo Krogh e Nicoletta Piergentili - «è il capo fondamentale dal quale partivano i 7 anni di pena base. Per questo», ritengono i legali, «è un risultato molto positivo».

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