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Ecco i 13 titoli di Piazza Affari che superano il Buffett-test

DOPO CATTOLICA

Ecco i 13 titoli di Piazza Affari che superano il Buffett-test

Warren Buffett (Ap)
Warren Buffett (Ap)

Per Cattolica l’ingresso di Warren Buffett nel capitale equivale ad aver vinto al totocalcio. Anzi ad aver vinto una rendita a vita, considerato che gli investimenti del finanziere americano sono sempre di lungo termine. Ma per la compagnia di assicurazioni non è stata una questione di fortuna. Nella sede di Omaha della Berkshire Hathaway lavorano solo 25 dipendenti eppure la società vanta un “centro di ricerca” fra i più efficienti. E l’investimento, strategico e non solo finanziario, nella società italiana non è arrivato a caso, ma è anzi frutto di uno screening accurato che va ben oltre i multipli della società.

Non sono solo i numeri a contare, ma una prima scrematura del mercato viene fatta in base a quelli nella strategia di “value investing” di Buffett. Se si semplifica all’osso, i tre dati da prendere in considerazione: un price/earning (rapporto prezzo/utile) non superiore a 15 volte, un price/book value (rapporto prezzo/patrimonio netto) non superiore a 1,5 volte e un prodotto dei due numeri precedenti non superiore a 22,5. Cattolica Assicurazioni, nonostante il balzo del 17% di venerdì alla diffusione della notizia, ha un p/e pari a 11,48 volte e un p/bv pari a 0,80: vale a dire un prodotto dei due fattori pari a 9,184. Dati che la fanno rientrare a pieno titolo nei parametri.

LE SOCIETÀ DI PIAZZA AFFARI SOTTO LA SOGLIA BUFFETT
Prezzi inferiori a 1,5 volte il patrimonio netto e 15 volte l’utile atteso

Ma quante sono le società del Ftse/Mib che possono vantare multipli simili? In realtà solo 13 e prevalentemente finanziarie, come Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Unicredit e Unipol Sai. Fra le industriali, invece, compaiono Telecom Italia, Fca, Enel e Poste Italiane. Tutte le altre risultano essere sopravvalutate. Come si è detto i numeri sono solo un criterio di partenza, le scelte di investimento vengono poi fatte con un’analisi attenta della società e del management. Perché la strategia di Berkshire Hathaway, in caso di partecipazioni di minoranza, è quella di puntare su società che abbiano buone performance, business riconoscibili e un management su cui puntare. La holding di Buffett, infatti, solitamente non chiede posti in cda e non cambia i vertici delle società.

«L’investimento in Italia rientra in una strategia di diversificazione del team di Buffett, che punta anche su scelte “locali”» commenta Angelo Moratti, vicepresidente di Saras e vicino a Buffett. D’altra parte da tempo sembra avviata la successione nella holding visto che il magnate ha 87 anni e questo sta cambiando anche gli investimenti. Il nome del successore non è noto, è stato depositato da Buffett, ma tutti puntano su Ajit Jain, 66 anni, che guida gli investimenti della holdong nelle riassicurazioni e sembra essere l’unico in contatto quotidiano con Buffett. Della stretta squadra di collaboratori fanno poi parte «le tre T», come le chiama Buffett: Todd Combs (46 anni) e Ted Weschler (55), due gestori che si occupano di investire gran parte della liquidità della holding; e Tracy Britt Cool (33), che interviene nelle aziende controllate in momenti di criticità. Una squadra che riserverà altre sorprese, pensano sul mercato.

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