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Al via l’Opas Atlantia su Abertis La Cnmv autorizza l’offerta

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Al via l’Opas Atlantia su Abertis La Cnmv autorizza l’offerta

Prende finalmente il via l’offerta di Atlantia su Abertis. Incassato ieri il sigillo della Consob spagnola al prospetto d’Opas, da oggi, secondo quanto riferito anche dalla stampa spagnola, inizieranno a scattare i 15 giorni entro i quali i soci del gruppo iberico potranno decidere se consegnare o meno le proprie azioni alla holding italiana. Il che vuol dire che l’Opas terminerà il prossimo 24 ottobre e, se ci sarà una contro offerta, quest’ultima dovrà arrivare sul mercato entro il 19 ottobre, ossia cinque giorni prima la chiusura formale dell’operazione targata Italia. Un’operazione dal valore complessivo di 16,3 miliardi e destinata, se andrà in porto, a costruire il campione internazionale delle autostrade.

Atlantia, che sulla scia del via libera ha guadagnato lo 0,65% a 27,77 euro, ha messo sul piatto un prezzo in contanti di 16,50 euro per azione e, per la parte carta contro carta, ha stabilito un concambio di 0,697 azioni speciali per ogni titolo apportato fino a un massimo del 23,22% del capitale attuale di Abertis (e per un minimo del 10,10%). Il gruppo spagnolo ieri ha chiuso le contrattazioni a 17,35 euro, in progresso quindi dello 0,49% e viaggia dunque al di sopra del valore dell’Opas. Complici le attese di un possibile intervento esterno.

In merito a ciò va ricordato che l’autorizzazione della Comisión Nacional del Mercado de Valores ha anche certificato che il prezzo fissato da Atlantia è «equo». Allo stesso tempo, però, va segnalato che il sigillo della Cnmv è arrivato dopo che la compagnia italiana ha annunciato l’affondo sulle autostrade iberiche lo scorso 15 maggio e a metà giugno ha depositato il documento d’Opas in Commissione. Sono dunque passati quasi quattro mesi dal primo passaggio formale durante i quali sulle piazze finanziarie si sono rincorse molteplici voci circa la possibile discesa in campo di soggetti terzi. In particolare, dal 21 luglio scorso i fari sono puntati su Acs. Il costruttore in due occasioni distinte ha ammesso di essere al lavoro per presentare una proposta alternativa. Se deciderà di farlo dovrà muoversi a stretto giro attraverso il proprio braccio operativo tedesco Hochtief e con il supporto, evidentemente, di qualche investitore straniero. In merito a ciò sono circolati diversi nomi, in ultimo quello di Macquarie. Si vedrà se nei prossimi giorni ci saranno gli sviluppi paventati che, nel caso, porterebbero a una contro proposta non inferiore ai 17 miliardi.

Nel mentre, per tentare di allungare ancora i tempi della partita sarebbero scesi in campo rispettivamente il ministero delle Infrastrutture e quello dell’Energia spagnoli. In due distinte lettere inviate alla Cnmv il 25 e il 27 settembre i due dicasteri avrebbero segnalato alla Commissione che l’operazione richiedeva prima il via libera del governo. La Cnmv, tuttavia, anche in conseguenza del fatto che la nota di accompagnamento delle due missive non era firmata, ha ritenuto di non considerare le due lettere e di procedere con l’okay all’operazione. Stabilendo così che quell’intervento aveva più i contorni di un atto politico piuttosto che amministrativo. Per giunta, di fatto nelle missive si faceva rimando a una normativa che in questo caso non verrebbe applicata ossia la possibilità che l’esecutivo possa intervenire nel momento in cui una concessione autostradale passi di mano. Questo, nel caso specifico, non può accadere poiché tutte le strade a pedaggio resteranno sotto il controllo di Abertis.

Senza contare che, giusto il 2 ottobre scorso il ministro dell’Economia iberico, Luis de Guindos, aveva assicurato nel corso di un forum Italia-Spagna tenuto a Roma, l’intenzione dell’esecutivo di Madrid di mantenere una posizione neutrale sul dossier. Tanto più perché, aveva specificato il ministro, il governo ha sempre avuto ben presente quali sono i dettami dell’Unione Europea in termini di libera circolazione dei capitali.

Detto ciò con oggi prende il via l’operazione targata Atlantia e non resta che attendere il 19 ottobre per capire se Acs scenderà davvero in campo. Per ora l’unica cosa certa, oltre all’Opas italiana, è la decisione di Abertis di spostare la sede a Madrid per evitare ripercussioni dalla complessa vicenda catalana.

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