Finanza & Mercati

Esselunga, primo bond e via al riassetto

Obbligazioni

Esselunga, primo bond e via al riassetto

  • –Carlo Festa

Il consiglio di amministrazione di Esselunga lancia un bond da 900 milioni, della durata fino a dodici anni, per rimborsare il prestito bancario acceso prima dell’estate per acquisire il 67,5% di La Villata Partecipazioni, società che possiede 83 immobili strumentali alle attività del marchio della grande distribuzione. Quest’ultima operazione era servita nel giugno scorso per finanziare il riassetto tra gli eredi del fondatore Bernardo Caprotti. L’intesa aveva posto fine ai dissidi tra i due rami della famiglia: da una parte Giuliana Caprotti e la figlia Marina e, dall’altra, i fratelli Violetta e Giuseppe.

L’emissione obbligazionaria, in due tranche, è la prima nella storia dello storico marchio e rappresenta la tappa iniziale di un percorso che alla fine porterà Esselunga alla quotazione, in base alla scelta fatta dagli eredi di Bernardo Caprotti.

Il programma è delineato. Esselunga ha dato mandato a Banca Imi, Citi, Mediobanca e Unicredit, in qualità di joint bookrunner, di organizzare il roadshow per presentare l’operazione, dedicata a investitori istituzionali europei, che partirà il 12 ottobre da Milano e toccherà le principali piazze del Vecchio Continente. La società, rappresentata dall’Ad Carlo Salza, dal direttore finanziario Stefano Ciolli e dal direttore commerciale Gabriele Villa, ha appena ottenuto il riconoscimento del rating da Moody’s e Standard & Poor’s (Baa2- e BBB- rispettivamente).

Gli analisti delle due agenzie di rating hanno analizzato le prospettive future del gruppo. Standard & Poor’s ha assegnato a Esselunga un rating preliminare BBB- sia sul debito a lungo termine sia sull'emissione obbligazionaria in fase di collocamento. L'outlook è stabile: la previsione è che Esselunga riporterà risultati operativi solidi con una leva tra le 2 e le 2,5 volte. L’agenzia precisa che questo giudizio è preliminare e quello definitivo verrà assegnato una volta chiusa l’emissione.

Esselunga dopo aver riportato un ebitda margin dell'8,3% nel 2016, chiuderà il 2017 con un margine percentuale dell'8,5%, prima dell’operazione di acquisizione delle quote della società immobiliare. Anche se il posizionamento territoriale di Esselunga per l'agenzia è difficilmente superabile, con la sua concentrazione in alcune aree del Paese, per il periodo 2017-2020 S&P si aspetta un rafforzamento della presenza dell’operatore della Gdo, il quarto in Italia, grazie ad alcune nuove aperture mirate nelle regioni dove è già presente.

Per gli analisti dell’agenzia, il cash flow operativo dovrebbe attestarsi tra 550 e 650 milioni e si aspettano che l’ebitda adjusted sarà di oltre 750 milioni nel 2017 e di 750-800 milioni nel 2018, a fronte dei 716 milioni (pre acquisizione) nel 2016 e i circa 355 milioni nel primo semestre 2017. Per quanto riguarda l'indebitamento, per S&P al 31 dicembre 2017 quello adjusted sarà di 1,8 miliardi, quando a fine 2016 era di poco sopra 1,7 miliardi.

Da parte sua Moody's ha assegnato a Esselunga un rating Baa2. È la prima volta che Moody's si esprime con un rating sulla società italiana fondata da Bernardo Caprotti. Lo stesso giudizio Baa2 è stato assegnato anche all'emissione fino a 1 miliardo che il gruppo si appresta ad emettere. La valutazione riflette il buon posizionamento del quarto gruppo italiano della Gdo e il suo profilo di business difensivo, spiega Moody's, aggiungendo che il giudizio «riflette anche la forte struttura finanziaria, bilanciando la mancanza di diversificazione internazionale». L'outlook è invece negativo in quanto il gruppo è concentrato solo in Italia e quindi riflette l’outlook del Paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA