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Kobe Steel, scandalo su rame e alluminio

scandalo in giappone

Kobe Steel, scandalo su rame e alluminio

19.300 tonnellate di prodotti in alluminio estruso e laminati piani, 19.400 unità di elementi forgiati e pressofusi sempre in alluminio, 2.200 tonnellate di prodotti in rame. Kobe Steel le ha fornite a oltre 200 clienti. Piccolo particolare: avevano dati falsificati sulle specifiche di qualità richieste.

Lo scandalo dell’alluminio e del rame si profila come il più grave colpo alla reputazione del «made in Japan» dopo il caso degli airbag difettosi di Takata.

Tra le aziende potenzialmente danneggiate ci sono nomi di spicco come Mitsubishi Heavy Industry e Boeing per gli aeromobili, Toyota, Mazda e Subaru per le autovetture, JR Tokai per i treni veloci. Persino l’Aeronautica militare risulta coinvolta.

Kobe Steel, terzo gruppo siderurgico giapponese, ha ammesso di aver manipolato dati su prodotti realizzati tra il settembre 2016 e l’agosto di quest’anno. La società, che ha istituito un nuovo comitato sulla qualità, sostiene di non aver ricevuto segnalazioni di problemi.

È però emerso che dozzine di manager, tra cui alcuni ai livelli superiori, avrebbero coscientemente violato le richieste dei clienti in tema di specifiche di qualità in un arco di tempo fino a 10 anni e in ben 4 unità produttive: in sede di ispezione finale se il prodotto non corrispondeva alle specifiche richieste i dati venivano alterati.

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