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Marchionne: «Ferrari, 30 mesi per decidere sul suv». Jeep…

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Marchionne: «Ferrari, 30 mesi per decidere sul suv». Jeep non si scorpora

Lo Sport Utility Vehicle targato Ferrari si farà. E un grande marchio di Fiat Chrysler Automobiles, quello di Jeep, non verrà scorporato e messo all’asta per una cessione che ha sollevato l’interesse, tra gli altri, della cinese Great Wall. Sergio Marchionne, che ha partecipato in prima persona alla seduta della Borsa di Wall Street suonando la campanella di apertura in omaggio ai 70 anni di exploit della Rossa di Maranello, ha indicato che Ferrari ha ormai superato la fase iniziale nella quale semplicemente considerava il Suv. Adesso sarebbe solo questione di tempo: avrà bisogno di circa 30 mesi per decidere sulla produzione, con l’obiettivo di preservare l’esclusività dei modelli che rimane il perno della gamma delle sue super-car.

Gli investitori hanno reagito accelerando sui titoli. Le quotazioni di Ferrari hanno guadagnato oltre il 3% fin dalla mattinata. Il conto alla rovescia è per il prossimo piano quinquennale della casa di Maranello, previsto per il 2018 e fino al 2022. E che potrebbe contenere dettagli sul nuovo grande modello a quattro posti a sedere destinato a occupare un’inedita fascia di mercato per Ferrari. E, secondo gli osservatori, a diventare motore essenziale per il target di raddoppiare i profitti entro la fine del piano.

In rialzo sono scattati anche i titoli Fca, di circa l’1%, davanti alla doccia fredda riservata agli aspiranti al redditizio e storico marchio Jeep. Marchionne è parso ancora una volta escluderne l’abbandono, già messo fortemente in dubbio nei mesi scorsi. Marchionne aveva ripetutamente citato tanto problemi che insorgerebbero da una simile cessione con autorità preposte ai merger cross-bordar, quanto sfide di strategia per l’azienda che rimarrebbe severamente monca. Tra le ipotesi di svolte ieri non commentate dal 65enne top executive, gli analisti avevano semmai citato il possibile spin-off, al di là del colosso della componentistica Magneti Marelli l’anno prossimo, di altri marchi di lusso quali Maserati e Alfa Romeo.

Marchionne ieri non ha invece mancato di lanciare una provocatoria stoccata alla promessa dell'auto elettrica, sulla quale molti protagonisti e vecchi e nuovi del settore si lanciano a capofitto. Ne ha messo in dubbio l’effettivo impatto ambientale, una volta considerate le fonti dell'energia eletttrica e le batterie. E ha concluso, secco: «Le analisi secondo le quali salveremo il pianeta con le vetture elettriche non hanno senso».

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