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Bmw, allo studio una joint venture con Great Wall per le auto elettriche

PROGETTO PER IL MERCATO CINESE

Bmw, allo studio una joint venture con Great Wall per le auto elettriche

(Reuters)
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La notizia non è confermata. Ma le azioni di Great Wall ieri alla Borsa di Hong Kong hanno avuto un aumento che ha sfiorato il 20%. Bmw sarebbe vicina a chiudere una joint venture in Cina, la seconda, con Great Wall per produrre veicoli elettrici destinati al mercato cinese. I negoziati sono in fase avanzata. «Stiamo discutendo con Great Wall per creare una joint venture finalizzata a produrre auto a Changshu», ha detto a Reuters un manager di Bmw. Un’altra fonte, da parte cinese, ha fatto sapere che la nuova joint venture nella città di 1 milione di abitanti a nord di Shanghai non riguarderà la produzione di auto con motore diesel o a benzina, indicando indirettamente che il focus sarà quello legato ai nuovi veicoli con trazione elettrica.

Quello cinese è il secondo mercato più grande al mondo per l’automotive, il più dinamico. Le vendite di Bmw lo scorso anno sono cresciute dell’11,3%. La casa tedesca è la seconda nel paese per le auto del segmento premium, dopo Volkswagen- Audi. Ma è tallonata da Daimler Mercedes-Benz, al terzo posto, che nello stesso periodo ha visto aumentare le vendite del 26,6% grazie ai nuovi modelli lanciati sul mercato.
Tra i costruttori occidentali è in atto una vera e propria corsa di velocità per conquistare spazi in Cina sui veicoli, le batterie e le tecnologie per l’elettrico. Tesla, Ford, Daimler e General Motors sono tra le Case che hanno annunciato nei mesi scorsi dei piani per produrre auto elettriche in Cina.

Un analista di Bernstein sostiene che la nuova joint venture tra Bmw e Great Wall sarà dedicata solo allo sviluppo e alla produzione di veicoli elettrici, anche in considerazione delle nuove normative cinesi che penalizzano i costruttori di auto inquinanti e hanno introdotto delle quote - sorta di bonus verdi - legati alla produzione di veicoli a zero emissioni come Evs o a basso impatto ambientale come i motori ibridi.

La Cina vuole che entro il 2025 almeno un quinto delle auto vendute nel paese - il 20% che non è poco considerando il lasso di tempo non troppo distante - siano rappresentate da auto elettriche e ibride. Lo stesso analista sostiene che se un accordo tra le due società sarà raggiunto, le auto prodotte potrebbero essere vendute sotto il brand Mini, controllato da Bmw, che proprio all’ultimo Salone di Francoforte ha presentato la nuova Mini full electric.
Bmw ha già una joint venture in Cina con Brilliance China Automotive Holding. E produce auto in due stabilimenti a Shenyang, metropoli di 7 milioni di abitanti nella parte nord orientale del paese. Ieri, dopo la diffusione della notizia della nuova joint venture allo studio tra i tedeschi e Great Wall, i titoli di Brilliance in Borsa hanno registrato una brusca frenata. Un altro analista di Jefferies sostiene che la mossa di Bmw per avere un nuovo partner è inevitabile per difendere le sue quote in un mercato molto competitivo. Ed è altrettanto inevitabile la mossa impatti sul partner attuale di Bmw. Indirettamente Bmw ha confermato la notizia della trattativa quando, per cercare di stemperare le speculazioni finanziarie, un portavoce ha detto che «lo sviluppo del nostro business attraverso la joint venture tra Bmw e Brilliance Automotive continuerà come previsto, e noi continueremo a investirci», declinando ogno commento sulle nuove joint venture possibili.

Great Wall è uno dei principali produttori di auto cinesi. Come si ricorderà, in agosto si parlò a lungo di un interesse di Great Wall per il brand Jeep, gioiellino di Fiat Chrysler Automobiles che sembrava facesse gola ai cinesi. Ma non ne segui niente. In settembre Great Wall ha chiuso un importante deal per assicurarsi le forniture di Litio, minerale chiave per lo sviluppo dei veicoli elettrici. Ieri a Hong Kong le azioni della casa cinese hanno avuto un aumento fino al 19,2%, ai massimi livelli da due anni. A Shanghai le azioni sono state sospese dalle contrattazioni per eccesso di rialzo. Mentre le azioni di Brilliance China Automotive hanno perso il 2,6%.

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