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«Fondo Esm paracadute per le banche». Ecco le proposte di…

UNIONE EUROPEA

«Fondo Esm paracadute per le banche». Ecco le proposte di Bruxelles

  • –dal nostro corrispondente

BRUXELLES - La Commissione europea ha presentato ieri un pacchetto di proposte per rilanciare il negoziato sull'unione bancaria e completare il progetto entro la fine del 2018. Tra le altre cose, l'esecutivo comunitario mette sul tavolo una nuova proposta per creare una assicurazione in comune dei depositi bancari e nuove misure per ridurre e contrastare le sofferenze bancarie. Proprio i rischi creditizi presenti nei bilanci bancari sono tra i fattori che frenano il completamento dell'unione bancaria.

«Il completamento dell'unione bancaria è essenziale per il futuro dell'unione economica e monetaria e per un sistema finanziario che promuova la crescita e l'occupazione - ha detto il vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis -. Vogliamo avere un settore bancario che riesca ad assorbire le crisi e condivida i rischi attraverso canali privati per evitare l'uso del denaro pubblico. Oggi presentiamo idee pragmatiche per rilanciare il processo sia di riduzione dei rischi che di condivisione dei rischi».

Sul fronte controverso delle sofferenze creditizie, l'esecutivo comunitario ha presentato oggi un pacchetto che prevede: uno schema in vista della nascita di veicoli nazionali dedicati alla gestione di crediti inesigibili; misure legislative per promuovere mercati secondari su cui negoziare titoli di credito di cattiva qualità; un rapporto tutto dedicato alla possibilità di adottare nuova legislazione per chiedere alle banche eventuali “paracaduti prudenziali” in modo da compensare eventuali insufficienti accantonamenti.

Il tema delle sofferenze bancarie è delicatissimo (pesano a livello di zona euro per circa 1000 miliardi di euro). Nella sua comunicazione, Bruxelles precisa che i nuovi possibili “paracaduti finanziari” verrebbero usati per futuri crediti inesigibili. Inoltre, la Commissione spiega che «gli accantonamenti (…) verrebbero pienamente presi in considerazione nell'ottica dei nuovi paracaduti prudenziali». Questi ultimi sarebbero calcolati nel Pilastro 1, relativo a requisiti minimi di capitale degli istituti di credito.

In questa fase, la Commissione non fa proposte legislative. Si limita a porre la questione, come d'altronde chiesto dal Consiglio (si veda Il Sole/24 Ore del 12 luglio). L'iniziativa giunge mentre la Banca centrale europea ha appena presentato l'idea di aumentare gli accantonamenti per le sofferenze future. Il problema dei crediti inesigibili non è solo un freno alla crescita. È anche un ostacolo a una ulteriore condivisione dei rischi nella zona euro. Ecco perché nel pacchetto di oggi Bruxelles affronta anche questo secondo aspetto.

L'esecutivo comunitario propone di rilanciare il negoziato su una assicurazione in solido dei depositi bancari, terzo pilastro di una unione bancaria che prevede anche una sorveglianza unica e una risoluzione unica. In buona sostanza, la nuova proposta prevede che la mano europea nel caso di crisi bancaria non sostenga perdite nette, bensì effettui un prestito al sistema bancario in difficoltà. L'obiettivo è di facilitare in qualche modo una condivisione dei rischi.

Sempre su questo fronte, l'esecutivo comunitario propone che il Meccanismo europeo di Stabilità (ESM) diventi un eventuale paracadute finanziario in attesa che il Fondo europeo di risoluzione bancaria - finanziato gradualmente dagli istituti di credito - sia pienamente a regime. Infine per rafforzare e diversificare i bilanci creditizi, la Commissione europea ricorda l'idea di strumenti cartolarizzati che raggruppino titoli di Stato dei diversi paesi della zona euro. Come detto, il tentativo di Bruxelles è di rilanciare il negoziato sul completamento dell'unione bancaria, rassicurando sul fronte della riduzione dei rischi per facilitare la condivisione dei rischi (si veda Il Sole/24 Ore di sabato scorso). Sia la nuova proposta di assicurazione in solido dei depositi sia il meccanismo di veicoli nazionali di gestione delle sofferenze riflettono un quadro più confederale che federale. La partita da qui a fine 2018 non è semplice, tra interessi nazionali sempre divergenti.

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