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Perez al bivio su Abertis, i fondi scaricano Acs

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Perez al bivio su Abertis, i fondi scaricano Acs

  • –Marigia Mangano

Acs prova ad accelerare sul dossier Abertis. Il costruttore guidato da Floretino Perez starebbe studiando in queste ore una manovra alternativa per “disturbare” l’Opas di Atlantia attualmente in corso sul gruppo iberico. Dopo aver trascorso mesi a caccia di possibili investitori pronti a supportare un’operazione sulla compagnia infrastrutturale ora avrebbe modificato la rotta cercando di mettere nero su bianco una proposta mista carta e contanti che non richieda l’immediato sostegno di soggetti terzi. In particolare, lo schema attualmente al vaglio punterebbe a un’offerta complessiva da 17 euro per azione di cui 10 euro in equity più 0,05 titoli Hochtief di nuova emissione, ieri l’azienda trattava attorno ai 140 euro ad azione. In questo modo parte dell’operazione verrebbe finanziata con un aumento di capitale della controllata tedesca, fino a 5 miliardi di euro, di fatto sottoscritto direttamente dai soci Abertis. Una mossa per certi aspetti ingegnosa ma che mette in luce la debolezza del progetto industriale targato Acs. La soluzione B starebbe maturando infatti proprio per l’impossibilità di individuare un numero sufficiente di sostenitori che si schieri con Perez e il suo piano di contro Opa. Se il costruttore dovesse decidere però nelle prossime ore di scendere in campo otterrebbe comunque l’effetto di stoppare la proposta di Atlantia. La Consob spagnola, la Cnmv, interromperebbe infatti l’Opas per dar modo ai soci Abertis di valutare anche la contro offerta. E questo potrebbe far slittare il progetto italiano anche di qualche mese dando così modo ad Acs di provare a chiudere il cerchio assicurandosi il supporto di altri investitori. Magari proprio quei fondi canadesi e nord americani che avrebbero sotto mano il dossier ma che allo stato non avrebbero preso posizione netta. Complice il fatto che alcuni soci rilevanti di Abertis continuano a guardare con maggiore attenzione al maxi piano di Atlantia. In ogni caso, appare chiaro che l’eventuale annuncio di una contro offerta da parte di Florentino Perez avrebbe come finalità sostanzialmente quella di guadagnare tempo. Sulla carta Acs può infatti «fermare» l’offerta pubblica di acquisto di Atlantia solo comunicando un’operazione alternativa cinque giorni prima della fine del periodo di adesione. Sino al 19 ottobre ci sarà quindi spazio per eventuali rilanci, visto che il periodo di adesione all’Opas si concluderà il 24 ottobre.

Al momento, è difficile dire se Perez procederà o meno con la proposta. Di certo le pressioni dell’esecutivo spagnolo perchè l’asset non finisca in mani italiane sono state particolarmente intense, soprattutto nelle ultime settimane. Tuttavia, il mercato ha registrato alcuni segnali piuttosto chiari: in molti preferiscono l’opzione Atlantia. Il fondo Tci ha espresso apertamente il proprio sostegno nei giorni scorsi e anche Capital Research, altro socio forte di Abertis, avrebbe fatto intendere, seppure non ufficialmente, di gradire il progetto italiano. La stessa Caixa, primo azionista del gruppo iberico, ha fatto capire di non voler esporsi sul settore delle costruzioni.

Qualcosa, in ogni caso, si sta muovendo. E la Borsa sembra averlo intuito: il titolo Abertis ieri ha toccato nel corso della seduta 17,465 euro per poi chiudere intorno alla parità a un prezzo di 17,38 euro, ben distante dai 16,5 euro offerti da Atlantia. Le azioni del gruppo guidato da Giovanni Castellucci si sono mantenute sulla parità chiudendo a 27,44 euro.

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