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Regling (Esm) promuove gli sforzi dell’Italia sugli Npl

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Regling (Esm) promuove gli sforzi dell’Italia sugli Npl

Klaus Regling, direttore del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), riconosce i passi avanti fatti dall'Italia nel ridurre lo stock di non performing loan (Npl) nel suo sistema bancario. E si dice convinto che il nostro Paese possa gestire il suo debito anche se questo «dipende da chi c'è in carica». Se il Fondo monetario internazionale stima che dal nostro Paese arrivi il 30% del totale di Npl dell'Eurozona e che in Italia quest'anno si arrivera' a un calo di 65 miliardi di euro di Npl, Regling ha detto che «dalla scorsa primavera a oggi c'è stata una riduzione del 15%» dei crediti deteriorati. E questo grazie alla gestione della crisi che ha travolto «banche piccole del Nord» (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza). «I problemi sono così diminuiti». Regling lo ha spiegato al pubblico del Peterson Institute for International Economics ieri pomeriggio a Washington.

In quello che per il presidente dell'istituto di ricerca Adam S. Posen è stato forse il discorso piu' dettagliato sullo stato dell'Europa, il numero uno del Mes ha spiegato che «l'Italia sta avendo successo nel gestire l'eredità della crisi». Il direttore del Meccanismo europeo di stabilita' si e' detto poi d'accordo con un'analisi fatta da Jeromin Zettelmeyer, Senior Fellow al Peterson secondo cui difficilmente un rialzo dei tassi di interesse rendera' insostenibile il debito italiano. Zettelmeyer ha offerto due ragioni a sostegno della sua tesi. La prima: i tassi saliranno se la crescita nell'Eurozona migliorera', cosa che aiutera' anche l'Italia a crescere e dunque a rafforzare la sua tenuta creditiza. La seconda: un rialzo ciclico dei tassi non condiziona la sostenibilita' del debito italiano, che dipende dal costo di finanziamento e dalla crescita di lungo termine.

«Sono sostanzialmente d'accordo», ha commentato Regling. «L'Italia può gestire la situazione. Non è una garanzia. Dipende da chi c'è in carica e da chi sarà al governo» dopo le elezioni del prossimo anno. «Errori possono essere fatti ma viste le cose positive [che stanno succedendo], è fattibile». Parlando in generale del sistema bancario europeo, Regling ha detto che «è più sicuro» e meglio capitalizzato; «la redditività è salita ma resta al di sotto dei livelli Usa». Nel suo discorso il direttore del Mes ha condiviso il pressing dell'Fmi per la riduzione di Npl: «Sono ancora troppo alti, specialmente in alcuni Paesi, ma stanno scendendo dal picco del 2013 e sono ben coperti da accantonamenti».

La loro riduzione è comunque «una priorità non solo per il settore ma anche per il funzionamento dell'economia». Perché la gestione di crediti deteriorati «consuma capitali che altrimenti potrebbero essere usati per fornire credito». E perché il management delle banche «dedica a questo problema una quantita' di tempo preziosa che potrebbe essere usata per sviluppare modelli di business o acquisizioni strategiche internazionali». D'altra parte, ha concluso, «c'è spazio per il consolidamento».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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