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Nouy: norme su Npl non introducono obblighi aggiuntivi per le banche

La responsabile della vigilanza bce risponde a Tajani

Nouy: norme su Npl non introducono obblighi aggiuntivi per le banche

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

«L'addendum sugli Npl non introduce obblighi aggiuntivi per le banche e pertanto non va oltre l’attuale quadro regolatorio». È quanto scrive Daniele Nouy, capo del supervisory board della Bce, in risposta alla richiesta di chiarimenti presentata da Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo.

L'addendum (le norme sugli Npl delle banche, ndr), aggiunge Nouy, chiarisce «nell'interesse della trasparenza a tutti i livelli e allo scopo di garantire condizioni uguali per tutti, ciò che la Bce si attende dalle banche che agiscono nel rispetto delle norme esistenti. Per questo riteniamo che l’addendum ricada entro il mandato della supervisione ed entro i poteri della Bce. Anzi è un obbligo per la Bce, in linea con il suo mandato di supervisione, affrontare questo elemento chiave di vulnerabilità del sistema bancario europeo».

«La logica dell’addendum sugli Npl - prosegue la Nouy - è di favorire una pratica di accantonamento più rapida per gli Npl a partire dal 2018 allo scopo di evitare un nuovo aumento dei crediti deteriorati in futuro». L'addendum, prosegue Nouy, indica la politica di supervisione della Bce per affrontare il problema degli Npl e indica alle istituzioni di credito «quali siano le attese dell'autorità di supervisione della Bce, allo scopo di garantire chiarezza e condizioni uguali per tutti». «Come parte del processo periodico comply-or-explain (adeguati-o-spiega, ndr) - prosegue la Nouy - alle istituzioni di credito è chiesto di dimostrare, sulla base di evidenze accettabili, se le attese della supervisione non sono giustificate in un caso specifico. Se, dopo questo processo, la Bce ritiene ancora, sulla base di una valutazione caso per caso che i livelli di accantonamento siano inadeguati rispetto agli obiettivi prudenziali, allora può adottare misure di supervisione (le cosiddette misure Pillar 2) per assicurare che le istituzioni di credito rivalutino e aumentino la rispettiva copertura dei rischi allo scopo di rispettare le attese della supervisione. Pertanto non c'è alcuna automaticità».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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