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Dal Portogallo alle Dolomiti: scoperta la truffa del Madoff lusitano

IL MULTILEVEL DELL’AZZARDO

Dal Portogallo alle Dolomiti: scoperta la truffa del Madoff lusitano

Una delle auto della scuderia del portoghese de Queiros
Una delle auto della scuderia del portoghese de Queiros

Il rocambolesco Madoff lusitano si chiama Jorge Antero Silva de Queiros, ha 56 anni e viene descritto come una sorta di jet set mover portoghese.

Pilota, proprietario di una scuderia che reca il nome della società da lui medesimo creata: la Goodsense. Di certo uno che non ama le mezze misure: né stare con le mani in mano. Quando gli agenti della Gendarmerie francese lo hanno arrestato non si è dato per vinto, ha deciso di evadere e lo ha fatto.

D’accordo: lo hanno riacciuffato dopo pochi giorni e oggi soggiorna nel carcere francese di Montpellier, ma questo solo dà l’idea del personaggio. È lui, per gli investigatori, l’ideatore dello schema Ponzi che ha messo a soqquadro il Portogallo, la Francia e ora, nella sua piccola ma significativa propaggine italiana, anche il Trentino. Sì perché il signor de Queiros aveva inventato la formula magica per trasformare l’alea della scommessa in una sicura macchina per fare soldi. E con la sua idea, semplice ma risolutiva, aveva convinto migliaia di persone a credere che, grazie a un sofisticatissimo algoritmo, ogni risultato sportivo fosse prevedibile anzi scontato, tanto da farci investire milioni su milioni di euro. L’epicentro italiano del piccolo sisma finanziario è posto in un triangolo compreso tra Andalo, Fai della Paganella e Molveno. Dolomiti del Brenta a sovrastare un lago montano descritto come tra i più belli d’Europa.

Qui si è consumata la truffa su cui sta indagando il Comando provinciale trentino comandato dal colonnello Roberto Ribaudo. I protagonisti italiani della vicenda, gli agenti del rocambolesco uomo d’affari portoghese sono Giandonato Fino, immobiliarista di Molveno, Massimiliano Achler di Fai della Paganella, già direttore della filiale della Cassa rurale Giudicarie Valsabbia e Paganella e Leonardo Sala, un promotore finanziario di Trento ma iscritto dal 9 maggio 2006 all’albo dei consulenti alla seconda sezione territoriale di Milano.

Secondo i risultati delle indagini dei finanzieri inizialmente il terzetto si era lasciato convincere delle potenzialità dirompenti del sistema messo a punto da de Queiros e aveva iniziato a investire denaro per se stesso. Si trattava di un sistema avanzato, assai simile all’analisi tecnica finanziaria che studia le probabilità statistiche che un evento si ripeta a certe condizioni e con certe frequenze storiche. E i tre avevano deciso di puntare risorse proprie. I risultati però non erano stati quelli previsti e per rifarsi delle perdite riportate avrebbero utilizzato le rispettive competenze professionali per convincere 77 persone, di cui 65 trentini, 2 altoatesini e anche veneti lombardi ed emiliani a fare la stessa cosa. Con risultati analoghi.

Per farlo avevano organizzato una sorta di catena in multilivello, una di quelle organizzazioni piramidali che convincono i risparmiatori ad aderire alle iniziative (truffaldine o meno) facendosi procacciatori di altri investitori che a propria volta diventano sponsor verso ulteriori malcapitati. Gli interessi promessi erano lauti e fuori mercato (dall’8 al 10%) e per promuovere l’iniziativa venivano organizzate serate di presentazione che si tenevano in lussuosi hotel della zona.

Il tutto andava avanti dal 2007 e questo può significare che le vittime della truffa siano in realtà assai di più di quelle emerse sino a questo momento. Gli indagati nel complesso sono sette, oltre agli italiani vi sono la cittadina brasiliana Leticia Benevides Da Silva Magalhaes e il neozelandese Brian William Hugh Clark e l,inglese Ahmed Imrain Butt. Nei confronti degli indagati gli inquirenti hanno chiesto e ottenuto sequestri per un controvalore di 2.410.000 euro.

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