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Wall Street, settimana record. A Milano Unicredit su tutti. Sale la…

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Wall Street, settimana record. A Milano Unicredit su tutti. Sale la febbre per Bce, Fed, Catalogna

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Piazza Affari ha chiuso con un acuto una settimana di transizione (-0,3% la performance complessiva delle cinque sedute) prima dell'atteso appuntamento con le decisioni Bce sul quantitative easing (il 26 ottobre) e della possibile scelta di Trump sulla nuova guida della Federal Reserve. Mentre gli altri listini continentali hanno vissuto una seduta anonima, l'indice FTSE MIB di Milano ha guadagnato lo 0,97% spinto in primo luogo dai bancari e dalle performance di alcuni titoli di società industriali.

Unicredit è stata la migliore (+2,8%) insieme a Banco Bpm (+2,3%) mentre Fiat Chrysler (+1,7%) si è parzialmente risollevata dalla caduta (-6%) innescata ieri dalle voci di una riduzione della produzione di Alfa Romeo e Maserati e dal taglio alle stime sull'ebit da parte di Goldman Sachs. Bene anche Leonardo - Finmeccanica (+1,7%) e Buzzi (+1,5%) tra gli industriali, mentre è stata vivace Telecom Italia (+0,9%) grazie ai segnali distensivi tra Governo e azienda dopo l'incontro Calenda-Genish e l'apertura del gruppo telefonico a discutere un riassetto della rete fissa. Fuori dal Ftse Mib, nuovo exploit per Ss Lazio (+14%) e rimbalzo per Carige (+3%) grazie alla piena adesione alla conversione dei bond da parte degli obbligazionisti, primo step per il rafforzamento patrimoniale.

Il dollaro ha recuperato oltre mezzo punto percentuale sull'euro (a 1,1766 dollari per un euro da 1,185) sulla scia dell'ok del Senato al bilancio 2018 che comprende forti tagli di tasse e avvicina l'attesa riforma fiscale targata Trump. Il petrolio sale dello 0,4% a 51,7 dollari al barile nel Wti dicembre.

Wall Street sale su attesa riforma fiscale

Intanto la seduta della Borsa Usa è vivace grazie al fatto che la riforma fiscale tanto promessa dal presidente americano Donald Trump sembra più vicina: il Senato Usa infatti ha approvato il bilancio federale per l'anno fiscale 2018, che include tagli alle tasse per 1.500 miliardi di dollari su un arco decennale. Il voto del Senato «è di fatto l’anticamera per l’inizio della discussione della riforma fiscale - segnalano gli analisti di Mps Capital Services -Gli operatori hanno pertanto letto questa indicazione come segnale di accelerazione in tal senso, riportando in alto i tassi governativi e facendo apprezzare il dollaro». L'altro tema monitorato dagli investitori, senza trascurare le trimestrali con GE e Procter&Gamble in caduta sui conti più deboli del previsto, è il dossier Fed: quando in Italia sarà notte il governatore della Federal Reserve, Janet Yellen, parlerà di politica monetaria sin dai tempi della crisi; trader e gestori continuano a domandarsi se verrà riconfermata o se, come ieri riferivano alcune indiscrezioni, verrà sostituita da Jerome Powell, attuale membro del board della Fed. Il Dow Jones nel corso della settimana ha superato per la prima volta quota 23mila punti aggiornando ripetutamente i propri record storici.

Banche protagoniste a Milano e in Europa: conto alla rovescia per Bce
Tornando a Milano, dopo due settimane consecutive sotto pressione dunque, segnate in particolare modo dal dibattito sui paletti aggiuntivi alle linee guida di Bce sui crediti deteriorati, il comparto bancario italiano si è parzialmente riscattato (+0,6% il Ftse Italia Banche) proprio all'avvicinarsi delle decisioni della Banca centrale europea sulle modifiche al suo programma di acquisto di titoli. Anche a livello europeo il settore è stato tra i migliori (+1,1% lo Stoxx Euro), insieme al comparto assicurativo, con le tensioni legate alla crisi catalana (alla vigilia della riunione del governo spagnolo che dovrebbe attivare la sospensione dell'autonomia della regione) che si sono fatte a sentire soprattutto sul mercato dei titoli governativi.

Banco Bpm svetta sul Ftse Mib questa settimana con Cattolica, Fca ko

Il Banco Bpm svetta come migliore della settimana sul Ftse Mib con un rialzo del 3,63%. Il cda della banca lombardo-veneta ha assegnato martedì a Cattolica la possibilità di trattare in esclusiva per le prossime due settimane così da arrivare alla formalizzazione dell'accordo di bancassurance . L'offerta vincolante di Cattolica ha così prevalso, come previsto, su quella dei francesi di Covea. La maglia nera spetta invece a Fca (-5,4%) travolta giovedì da una ondata di vendite scatenate da più fattori negativi: in primis la riduzione della produzione negli stabilimenti di Maserati e Alfa Romeo per il cambio delle regole di importazione in Cina e un report di Goldman Sachs che ha tagliato le stime sull'Ebit. Da inizio anno il bilancio borsistico del gruppo automobilistico è comunque più che lusinghiero con un +65%.

Francoforte frenata dai titoli auto su inchiesta Ue per presunto cartello

Sul Ftse Mib, sono stati invece penalizzati Ferragamo (-0,9%) e Exor (-0,7%). Complessivamente sottotono il settore del lusso con l'eccezione di Moncler (+2%) che all'inizio della prossima settimana diffonderà la trimestrale. Per quanto riguarda gli indici esteri, Francoforte ha chiuso a +0,01% ma è stata frenata dalla performance negativa dei titoli dell'auto e in particolare da Bmw (-1,3%) sulle indiscrezioni relative a una ispezione della Commissione Ue per presunte condotte anticoncorrenziali nell'ambito di una indagine che riguarda anche altri costruttori. Nel settore giù anche Volkswagen (-1,1%) e Daimler (-0,8%) nonostante la conferma dei suoi target annuali.Positiva Madrid (+0,2%), piatta Londra.

Bond dell'area euro affossati da Trump e questione catalana

Finale di settimana dai toni decisamente cupi per il mercato dei bond europei, con i temi della politica spagnola e della riforma fiscale negli Usa a condizionare gli scambi. A trainare il mercato al ribasso è stato soprattutto il movimento dei Treasury Usa che hanno perso terreno in vista dei tagli alle tasse annunciati dal presidente Usa Donald Trump. Il rendimento del Bund tedesco e' salito di ben 6 punti base rispetto alla chiusura di ieri attestandosi allo 0,46%. Tra i 'Paesi periferici' dell'Eurozona la crisi catalana ha continuato a condizionare in senso negativo il giudizio degli operatori, che hanno preferito vendere i bond spagnoli facendo schizzare verso l'alto il rendimento del Bono decennale fino all'1,77% (era all'1,65% oggi in apertura). I BTp italiano hanno mantenuto le posizioni e limitato le perdite: il rendimento del benchmark decennale italiano (Isin IT0005274805) e' salito di 2 punti base al 2,05% (2,03% ieri) mentre il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco ha chiuso addirittura in calo a 159 punti base, dai 164 della chiusura di ieri.

Per la prossima settimana occhi puntati su Bce, Catalogna e Giappone
Due sono gli appuntamenti del calendario economico-finanziario che caratterizzeranno la seconda parte della settimana, cioè la riunione della Bce con la conseguente conferenza stampa del presidente Draghi e la pubblicazione del Pil statunitense del III trimestre (+2,5% il consensus dal +3,1% del periodo precedente, mentre sotto il profilo politico l'evoluzione del braccio di ferro tra Madrid e Barcellona sull'indipendenza catalana e le elezioni politiche in Giappone saranno osservati speciali dell'avvio della prossima ottava. Probabile l'affermazione della coalizione guidata dal premier Shinzo Abe anche se resta da vedere se la maggioranza sarà tale da poter permettere le riforme costituzionali annunciate: la moneta nipponica nel corso della settimana ha perso decisamente terreno nei confronti del dollaro, passando da quota 111,4 a 113,4, e il movimento ha consentito alla Borsa di Tokyo di allungare la serie positiva con 14 sedute consecutive di rialzo. Mercoledì infine, focus sul Pil inglese del III trimestre soprattutto in chiave BoE, cioè per capire come la banca centrale inglese potrà procedere sui tassi di interesse inglesi: gli analisti si aspettano un +0,3% rispetto al trimestre precedente. Nell'ultima ottava, la moneta britannica ha perso terreno sia nei confronti dell'euro (+0,3% euro/sterlina a 0,892) sia nei confronti del dollaro (-0,8% lo sterlina/dollaro a 1,319): è probabile che una lettura deludente dei dati metta in stand-by eventuali mosse BoE e deprima la valuta Uk, mentre una crescita convincente possa guidare la risalita del pound.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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