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Perché il mercato snobba l’escalation di tensioni in Catalogna

Borse e politica

Perché il mercato snobba l’escalation di tensioni in Catalogna

(Ap)
(Ap)

L’escalation di tensioni tra Madrid e Barcellona, seguita alla decisione del governo centrale di invocare l’articolo 155 della Costituzione, hanno avuto ripercussioni finora piuttosto limitare sulle quotazioni di Bond e azioni in Spagna. La Borsa di Madrid ha dimezzato la perdita del 4% che aveva registrato nei giorni successivi al referendum e per ora risulta in calo del 2% dal giorno del voto. Il rendimento dei Bonos a 10 anni ieri ha chiuso gli scambi all’1,62% in netto calo rispetto al picco dell’1,80% toccato all’indomani del referendum sull’autonomia. Lo spread con i Bund tedeschi, che dopo il voto era balzato a quota 130 punti, viaggia ora sotto i 120.

LO SPREAD SPAGNOLO
Differenziale tra i Bonos spagnoli e i Bund tedeschi decennali

Sul mercato obbligazionario, le cui oscillazioni sono contenute anche per via del Quantitative easing della Bce, l’unico segnale di un’anomalia è lo spread tra i BTp e i Bonos. Quell’indicatore che, rilevando il differenziale tra i tassi dei due titoli di Stato, segnala la preferenza degli investitori verso un bond di un Paese rispetto all’altro. In questa fase è evidente che il mercato stia “prezzando” un rischio Spagna visto che il differenziale di rendimento tra Bonos e BTp è sceso fino a 36 punti come non accadeva da marzo di quest’anno ed è su livelli decisamente più bassi rispetto a quelli visti a inizio mese.

Altro segnale di anomalia riguarda i bond emessi dalla regione autonoma della Catalogna. Uno dei titoli più scambiati è un'emissione con scadenza 4 giugno 2018 e cedola al 4,75 per cento. Un titolo che fino a due mesi fa rendeva l’1% e che oggi viaggia al 2,76 per cento. Anche in questo caso tuttavia ci troviamo di fronte a livelli decisamente più bassi rispetto al 4% toccato all’indomani del referendum.

Come si spiega questo atteggiamento degli investitori sulla situazione catalana? In parte con la natura anticipatrice del mercato che in genere non si muove mai a cose fatte ma solo prima. L’evoluzione degli eventi, per come si è dispiegata, evidentemente era data per scontata da parte degli investitori che, dopo la volatilità nei giorni post-voto, evidentemente non hanno trovato grossi spunti speculativi. Sul mercato azionario e obbligazionario il rischio Catalogna è stato chiaramente “prezzato” come indicano in maniera evidente lo spread Italia-Spagna o i tassi delle obbligazioni catalane ma non ancora in termini drammatici. Segnale che gli investitori stanno per il momento alla finestra ad attendere sviluppi dalla crisi. E soprattutto indicazioni sulle sue possibili ripercussioni in campo economico.

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