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Bcc, per le capogruppo stress test «fai da te»

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Bcc, per le capogruppo stress test «fai da te»

  • –Laura Serafini

I tre gruppi del credito cooperativo, guidati da Icrrea, Cassa centrale banca e Raiffeisen, dovranno condurre in proprio l’asset quality review (Aqr) e gli stress test prima dell’esame della Banca centrale europea, atteso per settembre 2018. L’indicazione è arrivata nei giorni scorsi dalla Banca d’Italia che ha sollecitato le capogruppo a verificare in proprio la solidità patrimoniale e a porre in atto eventuali rimedi (come la riallocazione del capitale nell’ambito del gruppo, eventuali accantonamenti e svalutazioni) prima di arrivare all’esame della vigilanza europea.

L’operazione non è indolore e dovrà probabilmente essere realizzata entro il primo trimestre del prossimo anno. L’asset quality review condotta con i criteri adottati dalla Bce per le piccole banche territoriali è una sorta di rivoluzione. Alle banche di credito cooperativo verrà chiesto (e in verità sollecitazioni in questo senso stanno già partendo in queste settimane) di passare al setaccio tutte le pratiche dei crediti, in particolare per verificare l’attualità delle perizie eseguite sui beni posti a garanzia.

Lo schema utilizzato dalla banca centrale europea è molto più fiscale, per cui la qualità e l’aggiornamento di una perizia possono fare un’importante differenza al fine di poter considerare valida o meno una garanzia. In quest’ultimo caso, ovvero se la garanzia non fosse considerata sufficiente, la banca sarebbe costretta ad aumentare la copertura patrimoniale a fronte dell’affidamento erogato.

Altro aspetto importante è l’efficienza e l’efficacia dei sistemi informativi usati nel gruppo, anche ai fini di una verifica in tempo reale da parte della capogruppo dello stato di salute delle Bcc aderenti.

L’asset quality review dovrà essere seguita da uno stress test, una simulazione che dovrà sempre condotta dalla capogruppo sulle banche aderenti.

L’operazione camminerà di pari passo con la pulizia di bilancio per scaricare sull’esercizio 2017 gli oneri relativi a maggiori accantonamenti o copertura che si rendessero necessari alla luce di queste verifiche.

Non è da escludere che si decida di andare oltre e di portarsi avanti nella logica di una allocazione più prudenziale limitando le poste che possono assorbire maggiormente il patrimonio, allo scopo di evitare che anche l’evoluzione del quadro normativo europeo possa portare sorprese che vadano ad impattare in modo significativo in futuro sui bilanci di queste banche.

Il comprehensive assessment “home made” precederà l’esame vero e proprio condotto dalla Bce una volta che i gruppi saranno stati effettivamente costituiti. Le modalità con cui interverrà la vigilanza europea sono ancora in fase di definizione, ma lo scenario probabile è che conduca l’esame a livello di capogruppo, senza ispezionare ogni singola banca. L’obiettivo sarebbe quello di concentrarsi sui dati rappresentati dalla capogruppo come consolidato relativo al perimetro delle Bcc aderenti: la ratio sarebbe legata anche all’esigenza di lasciare alla holding una certa flessibilità e gestire eventuali carenze di una Bcc sopperendo con i mezzi di un’altra o riallocando il capitale all’interno del gruppo senza mettere sotto stress il singolo piccolo istituto.

L’intera operazione è una vera e propria sfida per il sistema del credito cooperativo. Tra l’altro la vigilanza in queste settimane ha fissato anche precisi limiti alla possibilità di migrazione da un gruppo all’altro: le scelte che sono state fatte con le delibere approvate dalle assemblee della scorsa primavera vengono considerate come definitive e richieste di cambiamento, non motivate da un contesto eccezionale come quello che ha portato Chianti Banca a preferire Iccrea alla precedente adesione a Ccb, non sono accolte con favore. Anche perchè d’ora in avanti sarà importante avere un perimetro del gruppo ben definito in vista delle verifiche patrimoniali che dovranno essere condotte.

Ieri intanto Iccrea ha confermato l’arruolamento nelle sue fila di Giorgio Crosina, già direttore generale di Phoenix Informatica bancaria (oltre ad esserne stato l’ideatore), la società che fornire i servizi informativi al gruppo Cassa centrale banca. Crosina, si spiega in una nota, sarà «il nuovo chief information officer del gruppo Iccrea e svolgerà un ruolo di senior advisor per le questioni Ict per il cda».

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