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Grandi aspettative sui profitti delle piccole dell’Aim

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Grandi aspettative sui profitti delle piccole dell’Aim

L’effetto Pir sui listini azionari italiani ha l’Aim tra i grandi beneficiari. L’ondata di liquidità che si è riversata sulla piccole imprese ha spinto di oltre 20% questo listino cambiando anche il metro di valutazione degli analisti.

«Una volta su questi titoli - spiega Jacopo Tagliaferri, responsabile della ricerca su mid-small cap di Intermonte Sim - c’era uno sconto liquidità che oggi è venuto meno e le valutazioni non possono prescindere da questo aspetto. Non parlerei di bolla, anche se i recenti rialzi hanno portato i valori su livelli elevati. Ad esempio, il rapporto prezzo utili nel 2017 per Aim è atteso dal consensus a 33,8 volte contro una media del 21,6 delle società di cui noi abbiamo una copertura».

Nel primo caso si tratta di una valutazione doppia rispetto ai multipli registrati sui titoli del Ftse Mib. Siamo in una fase di espansione economica e questo consente di avere indicatori elevati. Oltretutto, la crescita dei profitti è sostenuta, visto che si tratta di aziende a elevata prospettiva di crescita e «nel 2018 - continua Tagliaferri - lo stesso rapporto prezzo utili dovrebbe scendere a 21,5 sull’Aim e a 16,6 per le società che noi copriamo». Molte delle imprese quotate all’Aim, come si vede nella tabella a fianco, diventano più appetibili secondo il rapporto prezzo/utili stimato per il 2018.

Ma, oltre al fattore liquidità proveniente dai Pir che dovrebbe proseguire anche il prossimo anno, bisogna considerare la variabile macroeconomica, che non è secondaria: un rallentamento della crescita potrebbe impattare sulle previsioni di utile e sulle performance azionarie.

Le aziende Aim nel radar degli analisti

I multipli delle società quotate all'Aim sotto la lente degli analisti finanziari (Fonte Factset; dati al 17/10/2017)

Gli aspetti più importati seguiti dagli analisti sono quelli legati alla crescita dei ricavi, alla marginalità e soprattutto alla capacità di generare cassa e questo in termini di indicatori si traduce nel tradizionale rapporto prezzo utili, nell’Ev (enterprise value)/Ebitda (margine operativo lordo) che fotografa quante volte si paga il capitale investito rispetto alla capacità di generare cassa e infine al rapporto debito su Ebitda. È importante anche la variabile degli scambi e più il titolo è liquido più il prezzo è rappresentativo dei fondamentali.

Un problema, tuttavia, è legato all’affidabilità dei dati futuri: «Soltanto 16 società quotate sull’Aim - afferma Anna Lambiase, ad di Ir Top Consulting, che offre servizi di consulenza e analisi indipendente a società che si affacciano al mercato dei capitali - hanno comunicato al mercato un piano industriale e il 36% non ha copertura di analisti finanziari. Esiste quindi un divario informativo su cui basare i calcoli dei multipli prospettici. Il nostro ufficio studi ha stimato un Ev/Ebitda 2017 mediano pari a 7,1 volte, mentre quello medio è pari a 13,7 volte e riflette per alcuni titoli un rischio maggiore legato a previsioni di forte crescita. L’esempio più clamoroso è Bio-on che, con una capitalizzazione attuale superiore a 500 milioni di euro, ha presentato nel primo semestre 2017 risultati pari a 0,6 milioni di ricavi (-47% rispetto al 2016) e un Ebitda negativo di 1,7 milioni (ben lontano dall’obiettivo di Ebitda 2017 annunciato pari a 7,1 milioni) giustificato da uno slittamento di licenze, il cui valore di mercato già incorpora gli obiettivi di piano 2020 che prevedono un Ebitda di 85 milioni. Chi investe crede nella correttezza delle stime ». Viceversa, non mancano società che secondo l’ufficio studi di Ir Top sono sottovalutate: «Gpi per esempio - conclude Lambiase -, partner tecnologico di riferimento nel mercato della Sanità; Elettra Investimenti, che ha un multiplo di 4,4 sull’Ebitda 2017 annunciato dalla società e l’intero comparto cinema, composto da 3 società che, come nel caso di Notorious Pictures, quota 2 volte l’Ebitda 2017 a sconto, specialmente rispetto alla media dei concorrenti internazionali».

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