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Tim, Bollorè centralizza gli acquisti a Parigi. Rischio golden…

il ruolo di sibony

Tim, Bollorè centralizza gli acquisti a Parigi. Rischio golden power sul controllo rafforzato

(Reuters)
(Reuters)

Bollorè cala da Parigi un calibro da novanta per rafforzare la presa su Telecom: l’ipotesi è quella di istituire una sorta di coordinamento degli acquisti al massimo livello - cioè al piano del padrone dei padroni - affidando l’incarico al suo braccio destro, Michel Sibony. “Contabile di professione”, Sibony lavora dal 2002 nel gruppo di famiglia dell’imprenditore bretone dove è nato come direttore acquisti, occupandosi poi anche del centro media e dell’attività di logistica della società in Africa. Dal quartier generale della Défence, Bollorè l’ha piazzato a sorvegliare le economie di costi di tutta la galassia societaria, con la supervisione degli acquisti di Vivendi, Canal plus e Havas.

Killer dei costi e soldato devoto al big boss - come viene dipinto dalla stampa transalpina - Sibony, secondo la leggenda, è l’espressione più potente del gruppo che sta sopra Vivendi, dopo Bolloré e i suoi figli, per quanto ciò possa sembrare enfatico. Proprio questa settimana il manager cinquantenne si è recato in visita nella sede romana di Telecom per avviare il discorso, mentre a sua volta il nuovo ad Amos Genish era in missione in Brasile a discutere, a quanto pare, anche di possibili rafforzamenti organizzativi nella controllata Tim Brasil. Fonti Tim sottolineano che Sibony è «un rinomato consulente del quale la società si avvarrà per usufruire della sua esperienza nel settore».

L’obiettivo di creare un coordinamento di gruppo è del resto tutt’altro che estemporaneo. Tant’è che, a fine luglio, quando Vivendi aveva dichiarato l’avvio dell’attività di direzione e coordinamento su Telecom Italia la possibilità di marciare all’unisono - per esempio nei confronti dei fornitori terzi - era già stata ventilata. Nel frattempo però proprio quella dichiarazione, mentre ancora la Consob stava indagando sul reale ruolo di Vivendi nel gruppo, ha innescato l’esame del comitato golden power. A metà ottobre Palazzo Chigi ha esercitato i poteri speciali ex articolo 1 della legge 56/2012 (difesa e sicurezza nazionale) con “prescrizioni e condizioni” di non poco conto su Sparkle, Telsy e la stessa Tim, per via della rete giudicata «strategica» nella sua interezza. Il comitato però è ancora al lavoro relativamente all’articolo 2 della stessa legge, che riguarda in senso lato gli attivi di rilevanza strategica nel campo delle telecomunicazioni e arriverà a una conclusione entro il termine di metà novembre.

Secondo indiscrezioni, sarebbero in corso - sempre con discussioni aperte tra “falchi” e “colombe” - ragionamenti anche sul tema della “direzione e coordinamento”. L’articolo 2, infatti, prevede come strumento-base per l’esercizio dei poteri speciali governativi il «veto» a «delibere, atti e operazioni» adottati dalla società che detiene gli attivi strategici che abbiano per effetto «modifiche della titolarità, del controllo o della disponibilità degli attivi medesimi o il cambiamento della loro destinazione», pur ammettendo, «se sufficiente» allo scopo della tutela, il ricorso ancora a “prescrizioni e condizioni”.

Direzione e coordinamento, nella linea che è passata, è stata interpretata come un’azione di rafforzamento del controllo e non viceversa. Non pare del resto plausibile che, dopo aver dichiarato strategica per gli interessi nazionali una parte non irrilevante dell’attività dell’incumbent al punto di imporre la creazione di un’unità organizzativa autonoma affidata a un funzionario dei servizi segreti, si ammetta poi che queste stesse attività possano essere sottoposte alla direzione e coordinamento di un privato che sta a Parigi. Oltretutto le preoccupazioni pubbliche riguardano, oltre che occupazione e investimenti, anche l’indotto. Chi garantisce che non ci saranno contraccolpi sul settore se la scelta dei fornitori del più importante operatore di tlc verrà coordinata direttamente da un gruppo diversificato che ha base dall’altra parte delle Alpi?

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