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Auto connesse, guida autonoma, chip e display: ecco come cambia …

TECNOLOGIA

Auto connesse, guida autonoma, chip e display: ecco come cambia Samsung

Samsung sta cambiando pelle. Il chaebol dell'elettronica, come dimostrano anche gli ultimi risultati finanziari, è sempre più “sbilanciata” verso semiconduttori e componenti. In pratica sta diventando una sorta di nuova Intel. Con una differenza: mentre il colosso dei chip di Santa Clara che con il suo logo «Intel Inside» ha segnato l'epoca dei personal computer focalizzandosi sui microprocessori, Samsung nell'era degli smartphone e delle App è diventata un fornitore di tecnologie chiave: Soc (Sistem on chip), memorie e display. E qui tra i suoi clienti figura la rivale Apple, che per l'iPhone X ha dovuto ricorrere, a caro prezzo, agli schermi Super Amoled di Samsung.

In questo epocale passaggio, dove il peso della produzione di device nel suo business si riduce, anche in prospettiva di una saturazione del mercato degli smartphone, è cruciale il ruolo dell’«operazione Harman». La scorsa primavera Samsung ha comprato per 8.3 miliardi Harman, un vero colosso tecnologico multibrand. L'operazione è attiva solo da qualche mese e ha due punti chiave. Rappresenta da un lato lo sbarco nel ricco settore delle tecnologie per l'automobile (soprattutto connected car e, in prospettiva, soluzioni guida autonoma) e dall'altro segna il passaggio epocale da costruttore monomarchio (a parte qualche category brand come Galaxy) a conglomerato di marchi, tutti premium, specializzati nell'audio automobilistico e domestico.

Infatti, Harman, una multinazionale cresciuta acquisendo marchi e tecnologie, è un colosso (26mila dipendenti e 7 miliardi di fatturato) della tecnologia audio e produce sistemi domestici e automobilistici. Vanta marchi molto noti e alcuni dei quali di alta gamma che hanno fatto la storia dell'alta fedeltà nei tempi passati e in quelli più recenti dei sistemi di infotainment delle moderne vetture connesse.

I brand spaziano dalla madre di tutti i marchi del gruppo, cioè Harman/Kardon fondata nel 1953 da Sidney Harman e Bernard Kardon, a Jbl e a Infinity (due marchi nel gotha dei diffusori) fino a Mark Levinson (brand di fascia altissima specializzato in sistemi Hi-End oggi diciamo premium) di amplificazione e riproduzione. E Mark Levinson ha, di fatto, inventato la vera alta fedeltà in automobile nel lontano 1979 quando se andava bene le auto avevano altoparlanti e radio di meno che mediocre qualità. E tra i brand del gruppo Harman spicca Akg (cuffie considerate al top e non modaioli giocattoli colorati come altre) e specialisti in audio professionale come Soundcraft o Lexicon.

Harman è storicamente cresciuta a suon di acquisizioni e fra queste ne spiccano due molto importanti: quella della tedesca Becker che nel 1995 proietta la multinazionale Usa nell'automotive e nei sistemi car audio e di navigazione facendo diventare Harman un gigante dei sistemi di primo equipaggiamento. Infatti suoi sono i sistemi Uconnect usati da Fca (da Fiat a Maserati) e tanti impianti di infotainment per l'auto connessa usati da case che spaziano da Mercedes a Bmw fino ad Audi e Vw (giusto per citare qualche nome). E tra le acquisizioni recenti spicca quella della divisione automotive di Bang&Olufsen.

Insomma, Samsung inizia ad avere in mano il mondo, filiera compresa, del car tech e si tratta di un mercato enorme. Infatti con Harman si è portata in casa ordini per circa 30 miliardi di dollari e tecnologie che non governa del tutto (Samsung nell'audio è sempre stata debole), marchi di assoluto prestigio e con business ad alto margine e soprattutto entra nell'automotive (un ritorno del chaebol visto che la Samsung Motors fu ceduta a Renault nel 2000).

Samsung elettronics così è diventata un produttore non solo di sistemi di infotainment ma abbinando il know-how sul mobile è diventa uno colosso del mercato dell'hardware e del software per le connected car e anche per le vetture elettriche visto che Samsung Sdi è uno dei primi attori delle batterie (fornisce Bmw, per esempio).

Ed è un mercato dove la connazionale e arci rivale LG è ben presente visto che fornisce sistemi a Renault Nissan e a GM (molta tecnologia della nuova Opel Ampera-e è sviluppato da LG).

Ma non solo: nel mirino della casa di Seul c'è l'auto che guida da sola. Infatti, Samsung, sempre con l'appoggio della neo-acquisita Harman, lancia la sfida della guida autonoma. Recentemente ha stanziato 300 milioni sull'innovazione al fine di sviluppare tecnologie per le vetture intelligenti e connesse. Per questo la multinazionale ha creato un fondo da appunto 300 milioni di dollari che ha battezzato Samsung Automotive Innovation Fund. Come prima mossa, oltre al fondo, Samsung e Harman hanno creato un'unità di business per il futuro della mobilità. Attraverso questa unità, entrambe le aziende si focalizzeranno sulla guida autonoma e sui sistemi Adas (Advanced Driver Assistance Systems).

L'impegno in questo senso include la progettazione di tecnologie di calcolo avanzate, tecnologie di sensori, algoritmi e intelligenza artificiale, così come soluzioni di connettività e cloud a supporto della guida automatica.
Insomma, Samsung si è innestata in un settore dove Apple (nonostante velleità su guida autonoma e soluzioni come Car play per l'integrazione degli smartphone a bordo della auto) non è riuscita a incidere profondamente.
Samsung, invece, sta diventando una realtà profondamente diversa da come la conosciamo oggi. E dovremo abituarci a vedere e usare le sue tecnologie anche in automobile. Magari anche quando si dovrà collegare un iPhone al sistema di bordo.

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