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Eataly salpa verso Piazza Affari: quotazione tra 12-18 mesi

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Eataly salpa verso Piazza Affari: quotazione tra 12-18 mesi

(Agf)
(Agf)

Se ne parlava da tempo. Il via libera è arrivato la sera di Halloween. Eataly è partita verso la Borsa. In America è una festa di mostri; per Oscar Farinetti invece il 31 ottobre sarà ricordata come una pietra miliare per la sua creatura Eataly, l’azienda che ha portato il cibo italiano di qualità in giro per il mondo.

Il consiglio di amministrazione della boutique del cibo ha approvato il piano per quotarsi in Borsa. «Il dado è tratto». Lo ha dichiarato il presidente esecutivo Andrea Guerra. «Nel Cda di oggi abbiamoformalmente rideciso ciò che abbiamo detto e su cui stiamo lavorando da tempo, ovvero la decisione di aprire il capitale di Eataly a terzi con la via maestra della Borsa, cercando di intraprendere un percorso che ci porta nell'arco dei prossimi 12-18 mesi in Borsa o comunque ad aprire il capitale a terzi». Quella della Borsa «è la via maestra»

Eataly, Farinetti: "Cda su Borsa 31/10, non cediamo oltre 33%"

Dai primi sondaggi delle banche d’affari, Eataly potrebbe valere da un minimo di 1,8 fino a 3,6 miliardi. La proprietà sarebbe orientata sui 3 miliardi. Al momento non è stato affidato nessun incarico alle banche: a occuparsi del dossier è Tip, la merchant bank di Giovanni Tamburi, che è entrata nell’azionariato due anni fa , e che all’attivo ha già la quotazione-boom di Moncler.


In vista della quotazione, Eataly negli ultimi tempi ha messo mano al suo impero. Di recente è stato varato un riassetto in salsa carioca. Sono arrivati nuovi soci in Brasile. Fuori il socio locale St. Market e ingresso del fondo americano L Catterton: un'operazione da 226 milioni di reais (circa 60 milioni di euro) per il 40% di Eataly Brasil.
Il regista dell'operazione è la GM Venture, società di gestione aziendale fondata dall'italiano «emigrato» Graziano Messana, che oggi ne è il managing director. Nel continente americano, per lo sbarco della sua creatura, Farinetti ha cercato degli alleati, meglio se operatori locali, persone che già conoscevano il mercato. In NordAmerica l'imprenditore piemontese ha trovato il socio perfetto nel gruppo B&B della famiglia di Joe Bastianich e della madre Lidia, e di Mario Batali altra super chef star stellata. La celebrità della tv, resa famosa dal talent show Masterchef trasmesso da Sky, e Batali, consacrato dalla cena alla Casa Bianca tra Barack Obama e Matteo Renzi, da decenni gestiscono decine di ristoranti negli Stati Uniti (e nel mondo): conosce ogni piega dell'industria. Non a caso, il negozio Eataly Flatiron a New York è stato un successo clamoroso e, dei locali aperti all'estero, è quello che movimenta il maggior numero di clienti.
Anche in Brasile, in vista del debutto a San Paolo di Eataly nella primavera del 2015 (quattordicesima inaugurazione internazionale), la modalità è stata identica: un socio con esperienza alle spalle, la catena St.Market. Il gruppo gestisce 20 supermercati di nicchia in Brasile e dunque con una filosofia simile. Ma negli ultimi tempi era schiacciato dai debiti e aveva bisogno di fare cassa: è arrivata la sostituzione con il fondo americano, nato da una costola di Lvmh (ne ha rilevato il braccio del private equity). La notizia potrebbe passare sottotraccia, vista anche la distanza geografica. Ma getta una luce molto interessante per capire il valore di Eataly in vista del futuro approdo in Borsa. Con una redditività a fine 2017 attesa a circa 30 milioni di euro, alcuni analisti hanno espresso qualche dubbio sulla capacità di Eataly di arrivare a 3 miliardi di capitalizzazione. Ma se un investitore finanziario ha pagato 60 milioni per avere una quota di minoranza di un solo paese, allora quel numero vagheggiato da Farinetti non appare così lontano.

Nello stesso tempo Eataly dovrà trovare una quadra pure con la star Joe Bastianich e la B&B: negli Stati Uniti la struttura societaria è complessa e va semplificata in vista dello sbarco in Borsa.

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