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In nove mesi perdita a 210 milioni

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In nove mesi perdita a 210 milioni

  • –Raoul de Forcade

Banca Carige chiude i primi nove mesi del 2017 con una perdita di 210,4 milioni e con -55,5 milioni nel terzo trimestre dell’anno. Da giugno a settembre il Mol è risultato positivo per 5,4 milioni.

Il risultato consolidato netto dell’istituto di credito genovese è stato approvato ieri dal cda e contabilizza anche 84 milioni lordi di oneri collegati al deconsolidamento della prima tranche di sofferenze e 46,9 milioni di oneri di sistema e canone Dta (imposte differite attive) nonché accantonamenti per rischi e oneri per 22,7 milioni. I vertici della banca hanno anche firmato ieri il preliminare di vendita dell’immobile di corso Vittorio Emanuele II a Milano. Operazione da 107,5 milioni.

Carige comunica, tra l’altro, che l’indicatore di solidità patrimoniale Cet 1 ratio è pari al 10,4% (10,9% sommando la plusvalenza e il rilascio di Rwa - attività ponderate per il rischio - derivanti dalla cessione dell’immobile milanese) e «include l’effetto netto positivo sugli asset ponderati per il rischio del deconsolidamento del portafoglio di sofferenze». Il Cet 1 «risulta al di sopra dei limiti regolamentari e della soglia minima del 9% che la Bce ha richiesto in sede di Srep per il 2017, ma al di sotto della soglia raccomandata, pari all’11,25%. Il total capital ratio (Tcr) si attesta al 12,4%, risultando superiore al limite regolamentare, ma al si sotto della soglia Srep 2017 del 12,5%». La raccolta diretta da clientela (privati e imprese) «al 30 settembre 2017 si attesta a 15,6 miliardi in crescita dell’1,6% nel trimestre (-0,1 miliardi rispetto al 31 dicembre 2016), mentre la raccolta indiretta è pari a 21,3 miliardi (-0,2 miliardi rispetto al 31 dicembre 2016) e risulta anch’essa in crescita nel trimestre (+0,9%)». Con la cartolarizzazione, tramite Gacs, di 938,3 milioni di crediti in sofferenza, avvenuta nel trimestre, il portafoglio crediti deteriorati risulta «abbattuto di circa un miliardo, a 6,3 miliardi e mantiene un coverage elevato, pari al 47%». Al netto della cessione, «il portafoglio sofferenze si attesta al di sotto di 3 miliardi lordi (1 miliardo netto), con coverage al 67,5%», rispetto «al 64,7% di fine 2016»; le inadempienze probabili «si mantengono stabili a 3,2 miliardi lordi (2,3 miliardi netti) con un coverage in crescita al 28,5%», rispetto al 27,7% del dicembre 2016.

Per quanto riguarda gli asset immobiliari, come si è accennato, la banca guidata da Paolo Fiorentino ha stipulato ieri il contratto preliminare per la vendita dell’immobile in corso Vittorio Emanuele con Fondo immobiliare Antirion gobal comparto core, fondo d’investimento gestito da Antirion sgr. Il valore complessivo dell’operazione è di 107,5 milioni e il rogito è fissato per il prossimo 30 novembre. L’immobile, oggi occupato dagli uffici della banca, ha una superficie lorda complessiva di oltre 2.350 metri quadrati, su sette piani in elevazione con un piano di copertura e due ulteriori interrati. L’edificio, fa sapere Antirion, «sarà oggetto di una ristrutturazione importante» ; sarà destinato alla locazione e la ricerca del locatario «avverrà nell’ambito dei grandi retailer internazionali». La cessione di questo immobile, sottolineano i vertici di Carige, «rappresenta il primo passo nel processo di dismissione di asset immobiliari di pronta valorizzazione della banca. L’operazione si inquadra nel complessivo piano di rafforzamento patrimoniale di Carige per circa un miliardo di euro, e rappresenta uno dei pilastri del piano industriale 2017-2020 annunciato lo scorso 14 settembre 2017». La banca procede ora verso l’aumento di capitale da 560 milioni la cui chiusura è prevista a dicembre.

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