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Europa chiude in ordine sparso aspettando Powell alla Fed

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Europa chiude in ordine sparso aspettando Powell alla Fed

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Chiusura contrastata per le Borse europee (segui qui i principali indici), all’indomani della decisione della Federal Reserve di lasciare i tassi di interesse nel range dell’1-1,25% mentre in Gran Bretagna oggi la Banca centrale ha rivisto al rialzo i tassi per la prima volta in dieci anni, portandoli allo 0,5% rispetto al precedente livello dello 0,25%, al quale erano stati fissati dopo la Brexit.

Intanto negli Usa tiene banco la riforma fiscale americana, presentata oggi al Congresso dal partito repubblicano, ma soprattutto la nomina del numero uno della Federal Reserve, che sostituirà Janet Yellen. Sulla plancia di comando della Fed salirà un repubblicano moderato, Jerome Powell, il banchiere più in contnuità con la politica monetaria condotta dalla Yellen. Milano ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,24%. Il mercato milanese da inizio anno sta vantando un rialzo quasi pari al 20%. IL Ftse Mib si è riportato su livelli che non vedeva dall'agosto del 2015.

Super Tenaris dopo i conti

A Piazza Affari sono volate del 9,7% le Tenaris, nel giorno della diffusione dei conti del terzo trimestre, risultati migliori delle attese, con l’utile netto salito del 533% a 95 milioni di euro. Anche il fatturato è migliorato del il fatturato è aumentato del 32% rispetto a un anno fa, portandosi a 1,3 miliardi di dollari. I vertici del gruppo hanno dipinto un quadro a tinte rosa anche per i mesi a venire: per il quarto trimestre e l'inizio del 2018, si aspettano vendite in crescita nelle Americhe, con il consolidamento e l'espansione del Rig Direct Program in Nord America e l'incremento dell'attività in Argentina. Sono attese vendite in crescita anche nel resto del mondo, spinte dall'aumento delle forniture nel Mediterraneo Orientale, in Medio Oriente e in Europa. Attesi in miglioramento anche l'ebita e gli utili operativi, con i margini che beneficeranno di una maggiore utilizzazione degli impianti e del contenimento dei costi fissi.

Ferrari ingrana la retromarcia

Sono invece andate male le Ferrari (-2,9%) nel giorno della trimestrale, nonostante i buoni conti del periodo luglio-settembre, quando l’azienda del cavallino rampante ha vantato un utile netto di 141 milioni di euro, in rialzo del 24%.

Anche i ricavi sono aumentati del 6,7% a 836 milioni di euro (+9,3% a cambi costanti), mentre l'indebitamento industriale netto è sceso a 485 milioni di euro dai 627 milioni al 30 giugno 2017. La società ddella 'Rossa' ha inoltre ritoccato al rialzo le stime per l'intero anno, quando i ricavi netti sono attesi intorno a 3,4 miliardi di euro (3,3 mld la precedente previsione). In aggiunta l'ebitda adjusted di fine anno è indicato a circa 1 miliardo di euro, contro la precedente stima di poco sopra 950 milioni. L'indebitamento industriale netto è stimato in calo sotto i 500 milioni di euro (circa 500 mln era la precedente stima). Le azioni di Ferrari avevano corso molto nelle ultime sedute (+6,6% dal 25 ottobre a ieri), sfondando al rialzo la soglia dei 100 euro. Così dopo l'annuncio di numeri in linea alle attese, sono scattate le prese di beneficio. Della galassia Agnelli, sono scivolate anche leCnh Industrial (-0,6%), mentre sono salite dello 0,9% le Fiat Chrysler Automobiles, nell'attesa dei dati sulle immatricolazioni italiane di ottobre, all'indomani dei numeri deludenti sulle vendite negli States: il mese scorso il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha accusato un calo del 13,2%, facendo peggio del mercato sceso dell'1,1% e anche di Gm (-2,2%). Ford ha visto avanzare le vendite del 6,4%. A Borsa chiusa è emerso che il gruppo ha venduto lo stesso numero di vetture di un anno fa nel mese di ottobr, ossia circa 41.200 vetture, con una quota di mercato del 26,1%. Il mercato dell'auto è invece aumentato del 7,1%.

Banche contrastate, bene Bper

Sono andate in ordine sparso le azioni delle banche, con Banca Pop Er in rialzo del 3,6, sull’onda del giudizio favorevole di Kwb, e Intesa Sanpaoloin calo dello 0,4%. Sono inoltre andate bene le Ubi Banca (+0,88%), spinte dal giudizio favorevole di Credit Suisse, e leUnicredit (+1,8%). Su quest’ultime gli analisti della banca svizzera hanno raccomandato cautela, anche se Unicredit è stata definita la banca più pulita tra le quotate italiane. Per Credit Suisse il titolo da preferire è Intesa Sanpaolo, che tuttavia ha perso quota. Gli esperti della banca elvetica hanno invece consigliato di vendere le azioni di Banca Mps, che infatti hanno perso lo 0,47%.

Telecom e Mediaset ancora sotto la lente

Sono salite le Telecom Italia(+1,6%), mentre è scattato il conto alla rovescia per la trimestrale che verrà analizzata dal cda del prossimo 10 novembre. Sulla società, Il Sole 24 Ore di oggi ha riferito che il governo potrebbe esaminare a stretto giro le prescrizioni da imporre all’azienda nell`ambito dell`esercizio del golden power per il cambio di controllo di asset di telecomunicazione (articolo 2 della legge sul golden power). Pare che le prescrizioni riguarderebbero aspetti relativi alla neutralità della rete, alle manutenzioni e al livello di investimenti. Non ci sarebbero quindi prescrizioni che impongano la societarizzazione della rete.
Mediaset ha lasciato sul parterre il 2,2%, dopo che il fondatore dell’azienda, Silvio Berlusconi, ha dichiarato dalle pagine di un libro-intervista che la società del Biscione rimarrà sotto il controllo di Finivest. L’ex premier ha ribadito che sarebbe stato positivo per tutti creare un polo televisivo europeo con Vivendi, ma ha sottolineato, riferendosi al gruppo transalpino, che i contratti vadano rispettati.

Dagli Usa numeri record su disoccupazione e produttività

Dati macro record negli Stati Uniti. Nei sette giorni conclusi il 28 ottobre il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è calato, nonostante i danni provocati dagli uragani che hanno colpito il Paese e Porto Rico. Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese di 5.000 unità a 229.000, contro le 234.000 della settimana precedente (rivisto al rialzo dalle 233.000 della prima stima). L'indice e' migliore delle previsioni, visto che gli analisti attendevano un dato in aumento a 235.000 unità Il valore si attesta in media sotto quota 300.000 da oltre due anni e mezzo, la serie migliore dal 1970. Inoltre il numero complessivo dei lavoratori che ricevono sussidi di disoccupazione per più di una settimana è sceso a 1,884 milioni, anche in questo caso il minimo dal 1973. Buone notizie anche sul fronte della produttività, che negli Usa è salita più delle previsioni nel terzo trimestre e al passo più rapido in tre anni, segno che l'economia americana, comincia a migliorare anche sul fronte industriale. Stando al dato preliminare diffuso dal dipartimento al Lavoro, l'indice ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate e' salita del 3% rispetto ai tre mesi precedenti mentre gli analisti attendevano una crescita del 2,8%.

La Banca d'Inghilterra alza i tassi allo 0,5%, primo rialzo in 10 anni

La BoE, la Banca centrale d'Inghilterra, ha alzato, per la prima volta in dieci anni, i tassi di riferimento. Come atteso dagli analisti, i tassi sono saliti dallo 0,25% allo 0,5 per cento. Sette membri su nove del Comitato della Banca centrale hanno votato per l'aumento dei tassi. Gli altri due componenti si sono detti favorevoli a mantenere i tassi invariati. Riviste inoltre leggermente al ribasso le previsioni di crescita per il Regno Unito nel 2017. Le stime passano dall'1,7% precedente all'1,6 per cento. Sono mantenute invariate, invece, le attese di crescita per il 2018 e 2019, rispettivamente all'1,6% a all'1,7 per cento. La Banca centrale ha anche fornito una prima previsione per il 2020 con crescita prevista all'1,7 per cento.

Germania, la disoccupazione resta ai minimi dal 1992

Disoccupazione ai minimi dal 1992 in Germania. A ottobre il tasso destagionalizzato è al 5,6%, come a settembre, quello non rettificato al 5,4 per cento, dal 5,5% di settembre. Centrate le previsioni degli economisti.

Dollaro in flessione, sterlina in calo dopo la BoE

Sul mercato valutario, il dollaro perde terreno in vista dei dettagli in arrivo sull'attesa riforma fiscale Usa e della nomina del nuovo presidente della Fed (segui qui l'andamento del dollaro contro le principali valute). In calo la sterlina dopo la decisione della BoE di alzare il costo del denaro allo 0,5%, con il cambio euro/sterlina tornato sopra la soglia di 0,88.

Volatile il prezzi del greggio dopo il rally della vigilia

Andamento volatile per il prezzo del greggio dopo i record della vigilia (qui l'andamento dei prezzi del greggio). Sul fronte tagli alla produzione, sembra che Arabia, Kuwait ed Emirati siano d’accordo sul fatto che i tagli debbano essere estesi, anche se i dettagli potrebbero arrivare solamente a febbraio o marzo in base alle condizioni delle scorte.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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