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Borse deboli in chiusura. Petrolio ai massimi da due anni dopo…

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Borse deboli in chiusura. Petrolio ai massimi da due anni dopo l’epurazione saudita

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Indici europei poco mossi in chiusura di contrattazioni nella seduta di inizio settimana. Gli occhi degli investitori sono puntati sul comparto petrolifero, con il greggio ai massimi da due anni, in scia alle epurazioni in corso in Arabia Saudita, e sul settore tecnologico, dopo che Broadcom ha lanciato un'offerta su Qualcomm da 130 miliardi di dollari. Intanto, Wall Street, dopo una apertura incerta, ha toccato ancora una volta livelli record per poi proseguire in ordine sparso.

Indici poco sotto la parità, occhi su petroliferi e tech
A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dello 0,05% e il Ftse All Share dello 0,02%, quando a Parigi il Cac40 ha perso lo 0,19% e a Francoforte il Dax30 lo 0,07 per cento. Più indietro l'Ibex35 a Madrid (-0,40%), quando il Ftse100 a Londra ha preso un frazionale +0,03 per cento. Tra i titoli, brillante la performance di Yoox Net-a-porter (+3,18%), migliore del FtseMib, in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali. In evidenza il comparto petrolifero, con Saipem (+1,72%), Eni (+0,83%) e Tenaris (+0,77%). Nei giorni scorsi su impulso del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, è stata lanciata una campagna anticorruzione che ha portato all'arresto di 11 principi del Paese e decine di ex ministri. Tra gli arrestati anche il principe Alwaleed bin Talal, uno degli uomini più ricchi al mondo, che vanta partecipazioni azionarie in big Usa come Citigroup, Twitter e Apple. Gli acquisti hanno premiato anche Stm (+1,4%), sostenuta dall'attenzione sul comparto dei microprocessori. Vendite, invece, sui bancari, quando in fondo al segmento principale ha chiuso Campari (-2,55%), alla vigilia della trimestrale.

Petrolio ai massimi dall'estate 2015
Il petrolio chiude a massimi da due anni a a New York, dove le quotazioni salgono del 3,1% a 57,35 dollari al barile. Vola anche il Brent, che avanza a 64,23 dollari al barile, ai massimi da due anni portando i guadagni da
giugno al 40%. A spingere sono le tensioni in Arabia Saudita, con le purghe decise dal principe alla corona Mohammed bin Salman. Fra gli arresti condotti anche quello del miliardario investitore, il principe Alwaleed bin Talal, che ha quote in Citigroup, Apple e 21st Century Fox.

Oltre che all'Arabia Saudita si guarda anche alla prossima riunione dell'Opec e al possibile prolungamento degli accordi sui tetti alla produzione dai parte dei Paesi del cartello e dei loro "alleati". La presentazione dell'Opec World Oil Outlook a Vienna sarà l'appuntamento centrale della settimana finanziaria in vista del meeting Opec del 30 novembre. Intanto le rilevazioni Baker Hughes hanno segnalato un calo dell'attività di trivellazione petrolifera negli Stati Uniti nell'ultima settimana.

Per quanto riguarda quanto accaduto nel regno saudita, «aumenta così il potere del principe bin Salman, fautore del programma denominato Vision 2030, che ha come obiettivo la diversificazione delle risorse del paese, anche attraverso parziali privatizzazioni come quella di Aramco - è il commento di Mps Capital Service - La notizia viene letta come potenziale ulteriore supporto al rialzo del greggio, visto che lo stesso principe è stato uno dei principali sostenitori della proroga dei tagli della produzione di petrolio».

Mediaset poco mossa: domani i conti, si tratta su risarcimento da Vivendi
Dopo aver passato quasi tutta la seduta in rosso, Mediaset ha recuperato sul finale, per chiudere poco mossa (-0,06%), alla vigilia dei risultati trimestrali e con il mercato che si interroga sul possibile accordo con Vivendi per chiudere la querelle nata dal mancato acquisto di Premium. Secondo quanto riportato nel week end da Il Messaggero, la bozza di accordo su cui i legali dei due gruppi stanno ragionando prevede un risarcimento di circa 400 milioni per chiudere il contenzioso nato nell'estate 2016 dalla rottura dell'accordo sul passaggio di Premium da Mediaset a Vivendi e sullo scambio azionario tra i due gruppi. L'indiscrezione conferma alcuni rumors delle ultime settimane sull'ammontare ma i broker attendono di capire quali siano i dettagli e le condizioni dell'eventuale intesa. Per Equita ad esempio, se l'avanzamento delle trattative è positivo, occorre capire se l'intesa coinvolgerà anche il 19% di Mediaset che Vivendi deve cedere per la violazione delle norme Agcom e quale sarà il futuro della pay-tv di Mediaset.

In luce Erg su cessione TotalErg. Pirelli a 7 euro grazie a trimestrale
Guardando ai finanziari, ha chiuso in rosso Bper (-1,61%), peggiore tra i bancari del segmento a maggiore capitalizzazione. In calo anche Banco Bpm dopo l'accordo di bancassurance siglato con Cattolica (+2,34%) venerdì sera. Nel dettaglio, Banco Bpm e Cattolica hanno siglato l'accordo per la cessione di una partecipazione di maggioranza di Avipop Assicurazioni e Popolare Vita e l'avvio di una partnership nella bancassurance vita e danni per 15 anni: l'accordo per la cessione del 65% di Avipop Assicurazioni e Popolare Vita a Cattolica è per un prezzo complessivo pari a 853,4 milioni di euro. Fuori dal Ftse Mib brillante anche Erg (+2,52%) dopo la cessione ad Api della joint venture TotalErg riguardante 2600 stazioni di servizio in Italia.

Euro chiude sulla soglia 1,16 dollari
Sul fronte dei cambi, la moneta unica chiude intorno la quota 1,16 dollari e passa di mano a 1,1587 dollari (1,1616 in avvio e 1,1610 venerdì in chiusura), e a 132,157 yen. Abbastanza stabile il rapporto dollaro/yen a 114,05 (114,27 in avvio e 114,05 venerdì).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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