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Astaldi, allo studio aumento da 200 milioni

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Astaldi, allo studio aumento da 200 milioni

  • –Laura Galvagni

Astaldi è pronta a valutare un aumento di capitale. Il gruppo romano, tra i leader nel settore delle costruzioni, avrebbe allo studio un’iniezione di liquidità attorno ai 200 milioni di euro. Il rafforzamento patrimoniale sarebbe funzionale al successivo rifinanziamento di lungo periodo del debito da parte del mondo bancario. In particolare, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe essere rimborsato attraverso una nuova emissione il bond da 750 milioni di euro, con scadenza 2020 e cedola al 7,25%.

Le banche sarebbero già al lavoro per costituire un consorzio di garanzia a sostegno della ripatrimonializzazione. Sul dossier, nel dettaglio, si starebbero già muovendo Unicredit, Bnp Paribas, Banca Imi e Banca Akros. D’altra parte, non si può escludere che il progetto di rafforzamento possa essere oggetto di un primo esame del Cda il prossimo 14 novembre. Non a caso il mercato sembra aver fiutato che qualcosa possa succedere a breve. Ieri il titolo Astaldi ha chiuso le contrattazioni in ribasso del 17,01% a 4,72 euro. Il tutto tra volumi assai rotondi: oltre 1,8 milioni di pezzi scambiati contro una media giornaliera di 400 mila azioni.

L’aumento di capitale rientrerebbe all’interno della strategia di rafforzamento patrimoniale e di riduzione del debito (fermo nel primo semestre a 2,1 miliardi lordi) che, come confermato anche dal piano industriale 2017-2021 presentato lo scorso aprile, prevede anche una serie di cessioni nel settore delle concessioni per complessivi 450 milioni (entro fine 2018), all’interno di una dinamica di crescita dei ricavi che, come dichiarato dal presidente Paolo Astaldi, dovrebbe raggiungere i 4,5 miliardi entro il 2021.

Questa strategia sta così proseguendo da oltre un anno. Nel 2016 è stata ceduta ad Abertis la quota in A4 Holding. All’estero sono state vendute in Cile la quota dell’impianto idroelettrico di Chacayes, a Pacific Hydro Chile, già proprietaria del restante 72,70% e controllata cilena del gruppo cinese Spic Overseas. È poi stata dismessa anche la partecipazione nell’ospedale a Santiago del Cile. In giugno poi Ferrovie dello Stato ha rilevato da Astaldi il 36,7% di M5 Spa, la concessionaria che gestisce la linea 5 di Milano per 64,5 milioni. Ad oggi le dimissioni hanno dunque raggiunto quota 230 milioni di euro.

Tuttavia Astaldi si starebbe apprestando a cedere attività in Turchia, mossa fondamentale per intervenire in modo netto sul debito. Sul dossier starebbero lavorando gli advisor Morgan Stanley e City Bank. La vendita della concessione sul terzo ponte sul Bosforo, di cui possiede un 33%, potrebbe valere circa 200 milioni di euro.

Probabile dunque che, in coincidenza con l’aumento di capitale e il rifinanziamento dell’esposizione, venga decisa anche la road map delle prossime dismissioni nel settore delle concessioni.

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