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La domanda di greggio svuota le petroliere-magazzino

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La domanda di greggio svuota le petroliere-magazzino

Afp
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Arabia Saudita, Venezuela, Iraq, Iran. Le tensioni geopolitiche sono tornate in primo piano sui mercati petroliferi. Ma ad alimentare il rally del barile ci sono anche i capitali speculativi – che potrebbero fare dietrofront dopo il vertice Opec, il cui esito ormai è quasi scontato – e i fondamentali: il calo delle scorte in primo luogo, che col passare del tempo sta guadagnando forza ed evidenza.
Il Financial Times ha attirato l’attenzione sulla Seaways Laura Lynn, la più grande petroliera del mondo, lunga quanto l’Empire State Building coricato e capace di contenere 3 milioni di barili di petrolio, quasi tre giorni di consumi italiani

La nave era rimasta per oltre due anni ferma all’ancora di fronte all’Oman, nei pressi dello Stretto di Hormuz, impiegata da Vitol come serbatoio di stoccaggio, ma adesso è stata svuotata. Effetto della backwardation (prezzi a pronti più alti di quelli a futuri), che ha disincentivato le speculazioni sulle scorte, ma anche della forte domanda delle raffinerie e della minore disponibilità di greggio, specie nell’area del Golfo Persico, dove i tagli Opec si fanno sentire.

Le cosiddette scorte galleggianti calano rapidamente anche altrove. Al largo di Singapore e della Malaysia, altro importante crocevia degli scambi petroliferi, a giugno c’erano una trentina di navi ferme, con un carico complessivo di circa 60 milioni di barili di greggio. Il loro numero oggi è dimezzato, secondo i dati Reuters sul traffico marittimo, nonostante l’impennata dell’export dagli Usa, con spedizioni  – in gran parte dirette proprio in Asia – che hanno raggiunto punte superiori a 2 milioni di barili al giorno.

Anche l’Europa – grazie all’arbitraggio di prezzo favorevole – ha attirato barili dagli Usa. E la forza della domanda non è bastata a riassorbirli del tutto. Le ultime statistiche Euroilstock (riferite a 15 Paesi Ue più la Norvegia) mostrano scorte di greggio a 483,48 milioni di barili a ottobre, invariate rispetto a settembre e in riazo dell’1,2% rispetto a un anno prima. Le scorte petrolifere nel complesso ammontavano a 1,124 miliardi di barili (-0,4% annuo).

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