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Tim: Genish, saremo proprietari rete oggi e in futuro

LA TRIMESTRALE

Tim: Genish, saremo proprietari rete oggi e in futuro

«Nessuno sta suggerendo che Tim non controllerà la rete. Non è una cosa tenuta in alcuna considerazione. Tim sarà proprietaria della rete oggi e in futuro». Lo ha detto il ceo di Tim Amos Genish in conference call con gli analisti. «Una separazione strutturale della rete non è stata testata in nessuna parte del mondo - ha anche ricordato Genish -. L'Ipo della rete non è stata testata in nessuna parte del mondo per quanto ne sappiamo». Su come procede il dialogo sulla rete “dovremo aspettare, dovremo anche dare la nostra opinione - ha spiegato Genish -. Sì abbiamo avuto la decisione sul golden power che si concentra sulla sicurezza nazionale e sull'obbligo da parte delle società a continuare a mantenere la qualità necessaria per garantire i servizi al paese. E' assolutamente accettabile per noi. Ragionevolmente dobbiamo capire quali saranno i dettagli con il Governo. Vedremo nelle prossime settimane».

«Dobbiamo capire come implementare il tutto - ha aggiunto Genish -. Le discussioni con il governo sono positive e costruttive. La golden power non agirà sulla rete, starà a noi - ha anche sottolineato il ceo di Tim -. A questo proposito non abbiamo chiesto una separazione della rete».
Rispetto alla separazione funzionale della rete Genish ha ricordato «il modello europeo di separazione su sette stadi. Noi siamo arrivati al quinto e siamo i migliori in Europa continentale. A parte il Regno Unito non c'è nessun altro operatore che possa offrire un modello» come quello di Tim che è «un modello cieco che fornisce sistemi uguali a tutti gli operatori compreso Tim».

I contatti in corso con il governo «sono totalmente positivi, vedremo cosa dovremo fare noi dal nostro lato per garantire la totale equivalenza», ha aggiunto il ceo Tim. «Se ci sarà separazione funzionale, cosa che in questa fase dopo lunghi negoziati ci potrebbe portare alla fase sette per poter garantire maggior indipendenza, muoversi in qualsiasi altra fase della separazione funzionale richiederà d'esser certi che non dobbiamo riparare nulla, rimodificare qualche cosa».

Oggi è anche stato il giorno dei conti del gruppo di tlc. Telecom segna un utile nei primi nove mesi del 2017 di circa 1 miliardo di euro, dai 1,4 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2016, scontando oneri netti non ricorrenti per 233 milioni di euro. In termini comparabili l'utile risulterebbe superiore di quasi 100 milioni rispetto a quello dello scorso anno. È quanto emerge da una nota. Il margine operativo lordo (Ebitda) è pari a 6,2 miliardi, in
crescita del 5,7%. I ricavi sui nove mesi ammontano a 14,6 miliardi di euro, in crescita del 5,3%, mentre quelli del solo terzo trimestre viaggiano a 4,9 miliardi di euro (+1,3%, con un Ebitda organico a 2,2 miliardi di euro). Dopo la presentazione dei conti, il titolo è crollato fino a sfiorare il -8% ed è stato sospeso, per poi essere riammesso alle contrattazioni. Ora sale dello 0,14%.

Indebitamento per 26,2 miliardi
Telecom alla fine del terzo trimestre segna un indebitamento finanziario netto rettificato per 26,2 miliardi di euro, rispetto ai 25,1 miliardi di fine
2016. L'incremento è indotto, spiega la società in una nota, dai pagamenti di 630 milioni da parte di Tim spa per il rinnovo dei diritti d'uso delle frequenze di telefonia mobile e di 257 milioni di euro da parte della business unit Brasile al
consorzio che provvede alla liberazione (clean up) dello spettro 700 Mhz, di cui la business unit acquisì il diritto d'uso nel 2014, e dal pagamento di dividendi per 219 milioni di euro. La positiva dinamica operativo-finanziaria ha consentito la piena copertura dei fabbisogni derivanti dai versamenti delle imposte sul reddito. L'indebitamento finanziario netto contabile al 30 settembre 2017 è pari a 26,9 miliardi di euro, dai 25,9 miliardi al 31 dicembre 2016

Confermate le previsioni per il 2017
Tim conferma le guidance relative all'andamento organico del business per l'intero anno 2017 e per l'arco di Piano 2017-19 che stimano una crescita organica dell'ebitda, “low single digit” (quindi inferiore al 5%, ndr), e una generazione di cassa necessaria a ridurre il rapporto tra indebitamento finanziario netto rettificato e Ebitda reported che nel 2018 è atteso al di sotto delle 2,7 volte.

È quanto riportato dal gruppo nella nota relativa ai conti dei nove mesi. «La trasformazione e semplificazione organizzativa e processiva - combinate con gli sviluppi commerciali e l'attesa crescita del fatturato - anche alla luce dell'andamento atteso del mercato domestico, degli impatti derivanti dal nuovo modello di tariffe sul roaming cosi' come di alcune dinamiche di business non ripetibili relative alla seconda meta' del 2016, che comportano una non perfetta omogeneita' di confronto con la seconda parte dell'anno 2017, consentono al management - riporta la nota - di confermare in termini organici le guidance gia' prospettate per l'intero anno 2017 e per l'arco di Piano». Al 30 settembre 2017 l'indebitamento finanziario netto rettificato ammonta a 26,2 miliardi di euro in aumento di 1,1 miliardi rispetto al 31 dicembre 2016 e sostanzialmente in linea con il consensus degli analisti (26,14 miliardi). L'ebitda organico 2016 di Tim si attestava a 8,002 miliardi.

Si punta al rafforzamento in Brasile
Per quanto riguarda le attività brasiliane, Telecom intende rafforzare «il piano di contenimento dei costi lanciato nel 2016 che consentirà di conseguire una solida profittabilità e generazione di cassa»: in particolare, l'intenzione è quella di dare «ulteriore impulso alla realizzazione dell'infrastruttura Ubb mobile - a fine piano la rete 4G raggiungerà il 95% della popolazione con la copertura in circa 3.600 città - e allo sviluppo di offerte convergenti, grazie anche ad accordi con i principali produttori di contenuti premium». I ricavi del gruppo Tim Brasil dei primi nove mesi del 2017 sono stati pari a 11,9 miliardi di reais (3,3 miliardi di euro) e risultano in aumento di 403 milioni di reais (+3,5%) rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente. L'Ebitda è pari a 4,136 milioni di reais, superiore di 570 milioni di reais rispetto ai primi nove mesi del 2016 (+16,0%).

«Possibile impatto» su banda ultra larga da procedimenti antitrust
Telecom segnala un possibile impatto negativo sui propri piani di sviluppo della banda ultra larga dal «cambiamento del contesto di mercato, con l'avvio di procedimenti da parte della Autorità Antitrust sui progetti per lo sviluppo delle reti a banda ultra larga e in fibra ottica». Il riferimento è ai procedimenti aperti dall'Authority sugli investimenti nelle aree bianche e sulla joint venture Flash Fiber tra Telecom e Fastweb nella fibra. Tra i fattori di discontinuità Telecom segnala nella nota anche «la revisione delle strategie di business della componente contenuti». «Tali elementi di rischio - conclude Telecom - potrebbero avere un impatto, a titolo esemplificativo, sui piani di sviluppo dell'ultra broadband e sul modello di evoluzione sul mercato multimediale».

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