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Sfida Airbus-Boeing al Dubai Airshow, Leonardo spinge i suoi elicotteri…

firmati nuovi contratti

Sfida Airbus-Boeing al Dubai Airshow, Leonardo spinge i suoi elicotteri sul mercato del Golfo

DUBAI - La vigilia del Dubai Airshow, la più grande vetrina dell'industria aerospaziale e della difesa del Medioriente, di scena da oggi nel cuore degli Emirati Arabi Uniti, era stata movimentata dalle indiscrezioni sull’arrivo di una maxi-commessa di Emirates per oltre 30 jetliner A380 che avrebbe consentito ad Airbus di rivitalizzare la produzione del superjumbo fino alla metà del prossimo decennio. Per il momento, però, le voci sono rimaste tali anche se i due gruppi sembrerebbero ormai vicini alla firma.

Vero è che, nell’attesa di capire come si chiuderà questa partita, Emirates non è rimasta a guardare e ha piazzato un mega-ordine con l’altro colosso, l’americana Boeing, per 40 Dreamliner 787-10, l’ultima versione del suo aereo bimotore. Una commessa che vale oltre 15 miliardi di dollari, includendo anche il relativo equipaggiamento, e un secondo ordine, con altri cinque Boeing 787-8 (il modello base), è stato sottoscritto da Azerbaijan Airlines, che ha già due aerei dello stesso tipo nella sua flotta.

Confronto a distanza Airbus-Boeing
Insomma, il confronto a distanza tra le due compagnie tiene banco in avvio del Dubai Airshow. Ma la rassegna di quest’anno rischia di essere un’edizione sottotono e molto lontana dai risultati di quattro anni fa, quando gli annunci a raffica della stessa Emirates e di Qatar Airways diedero lustro all’appuntamento biennale che si concluse con ordini record per 179 miliardi di dollari. Da allora, però, il quadro è notevolmente cambiato. Le tensioni crescenti nell’area del Golfo Persico, come pure l’ondata di arresti per corruzione in Arabia Saudita, gettano un’ombra sull’edizione 2017 della manifestazione, nata nel 1986 e affermatasi come uno degli eventi più rilevanti del settore al mondo.

Oltre 1.200 espositori al Dubai Airshow
Ad ogni modo, l’appuntamento che vedrà riuniti oltre 1200 espositori in rappresentanza di quasi tutte le industrie aerospaziali internazionali e che prevede 72.500 visitatori, sarà un importante snodo per valutare le ambizioni future della regione e non solo. Con il Medioriente che resta, nonostante i processi di spending review e di contenimento della spesa pubblica in atto in molti Stati dell’area, in conseguenza del brusco calo dei prezzi del petrolio, uno dei principali investitori del settore.

Per Leonardo benefici dal maxi-contratto di Emirates
Non a caso, anche le aziende italiane provano a capitalizzare la loro presenza al Dubai Airshow, a cominciare da Leonardo che considera strategica l'area del Golfo arabo (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain e Oman) e che, nel triennio 2014-2016, ha macinato nella regione ordini complessivi per 9 miliardi di euro. Il gruppo guidato da Alessandro Profumo trarrà intanto beneficio dal maxi-contratto di Emirates visto che è responsabile del 14% dell'intera struttura del velivolo per il 787. Due enormi sezioni della fusoliera dell'aereo vengono realizzate dalla divisione Aerostrutture (l’ex Alenia Aermacchi) nel sito di Grottaglie, mentre a Foggia si costruisce lo stabilizzatore orizzontale di questo gigante dei cieli.

Attesa per il contratto con Airbus
E, se andrà in porto poi anche il contratto con Airbus per il suo A380, ci saranno ulteriori riverberi dal momento che, anche per questo velivolo, la divisione costruisce, nell’impianto di Nola, sezioni della fusoliera. In pratica, il 5% dell'aerostruttura: un contributo numericamente più basso dell’altro, ma l’azienda italiana può contare su una delle partecipazioni principali tra i fornitori di questo programma di Airbus.

Nuovo contratto per cinque elicotteri AW169
Leonardo prova dunque a voltare pagina dopo il venerdì di passione a Piazza Affari a valle della presentazione dei risultati e della revisione delle guidance 2017 su ricavi ed Ebita. E, proprio al salone emiratino, ha collocato una nuova commessa per il suo AW169, evocato in questi giorni per le problematiche tecniche che hanno contribuito alle difficoltà del settore elicotteri, alla base della decisione comunicata giovedì al mercato. L’azienda di Piazza Monte Grappa ha firmato con Milestone Aviation Group, “braccio” di General Electric Capital Aviation Services e leader a livello mondiale nel leasing elicotteristico, un accordo per la fornitura di tre ulteriori unità. Gli AW169 saranno infatti acquisiti attraverso un accordo di leasing, il primo in assoluto per Falcon che disporrà così di 5 AW169, oltre ai due AW189 e ai quattro Grand/Grand New già in servizio.

Intesa con la Royal Air Force
«Nelle ultime due settimane, nessuno dei 42 AW169 attualmente in servizio ha mostrato dei problemi operativi – assicura Carlo Gualdaroni, responsabile commerciale della divisione Elicotteri, a margine della firma -. Questa “macchina” è riconosciuta come la migliore al mondo nel suo segmento». Non a caso, ha precisato Emilio Dalmasso, a capo delle vendite civili della divisione, «abbiamo già raggiunto il 70% del mercato in Uk per questa tipologia (quella degli elicotteri sotto le 5 tonnellate, ndr) e stiamo andando bene anche in Italia e Svezia, sia nel settore Ems (elisoccorso) sia in quello Vip. Registriamo poi la conferma nel comparto offshore e abbiamo riscontrato interesse anche negli Usa». L'azienda ha poi annunciato anche un contratto con il ministero della Difesa britannico per dotare il nuovo velivolo da trasporto A400M della Royal Air Force di un sistema di “capability assurance”. In pratica, il gruppo fornirà equipaggiamenti e addestramento per validare la risposta della sofisticata suite elettronica di protezione (il cosiddetto Das, defensive aids system) del velivolo prima di missioni operative.

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