Finanza & Mercati

Boeing vince ai punti al Dubai Airshow. E scatta la corsa a piloti ed…

Aerospazio

Boeing vince ai punti al Dubai Airshow. E scatta la corsa a piloti ed equipaggi

La prima immagine che si materializza davanti agli occhi, subito dopo aver superato i controlli del Dubai Airshow, è la sequenza di cartelloni firmati Airbus dal messaggio inequivocabile, “We are one” (“Siamo i numeri uno”). Basta, però, scorrere il bilancio aggiornato degli ordini, annunciati nel corso del salone aerospaziale, per capire che finora lo score del colosso franco-tedesco sembra più che appannato. E non solo perché la compagnia ha interrotto il suo digiuno solo oggi, al terzo giorno della manifestazione, annunciando la firma di una lettera d’intenti per 25 aeromobili della famiglia A320neo, ma anche, e soprattutto, per via del convitato di pietra dell’appuntamento: la maxi- commessa per oltre 30 jet A380 a Emirates che finora è rimasta al palo.

Il pressing di Boeing nell’area del Golfo
Alla partenza sottotono di Airbus, ha fatto invece da contraltare il dinamismo dell’altro gigante dei cieli, l’americana Boeing, il cui logo campeggia sul retro di molti dei pass distribuiti ai visitatori e che, in avvio, ha siglato con la stessa Emirates una maxi-fornitura di 40 Dreamliner 787-10, l'ultima versione del suo aereo bimotore, per oltre 15 miliardi di dollari di valore. Ai punti, dunque, almeno fino a questo momento, il vincitore è uno solo. Tanto che una delle riviste emiratine distribuite al salone e tra le voci principali nel settore, ha decretato ieri in copertina il suo verdetto. “Boeing is all our way”. Come dire: gli americani stanno guadagnando sempre più spazio qui e, più in generale, nell’area del Golfo, non solo riempiendo gli operatori con i loro velivoli, ma provando a conquistare anche altri segmenti.

La scommessa sulla formazione
Così sta provando a fare anche l’altro big americano, Lockheed Martin, che oggi ha sottoscritto un programma con il Mubadala Investment Company, uno dei fondi d’investimento più prolifici di Abu Dhabi, per premiare i giovani più brillanti degli Emirati Arabi Uniti che lavorano con la tecnologia spaziale. E, se si scorre l’elenco delle ultime intese chiuse al Dubai Airshow, ci si imbatte poi in un accordo, passato un po’ sotto silenzio, tra Boeing e la Royal Jordanian Airlines che ha affidato al vettore Usa la formazione dei suoi piloti per il 787. Da qui ai prossimi cinque anni, Boeing assicurerà ai giordani un pacchetto completo che include anche l’addestramento presso il suo centro di formazione a Londra-Gatwick.

Scatta la corsa a piloti ed equipaggi
Una scelta strettamenta collegata a un prospetto presentato dalla stessa società statunitense, il Boeing Pilot & Technician Outlook del 2017, in cui si stima che nei prossimi 20 anni ci sarà una domanda globale di piloti e tecnici per più di 1,2 milioni e il 10% riguarderà il Medioriente, da dove arriverà poi anche il 12% del fabbisogno complessivo globale di equipaggi di cabina che già oggi parlano spesso una lingua diversa dall’arabo. Non è un caso che, a bordo di Emirates e non solo, ci si imbatta spesso in piloti e personale di bordo che arrivano dall’Europa e, sempre più di frequente, anche dall’Italia.

© Riproduzione riservata