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Leonardo lancia la nuova strategia commerciale

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Leonardo lancia la nuova strategia commerciale

  • –Celestina Dominelli

Dubai

La scelta non è casuale visto che, nell’ultimo triennio, dall’area del Golfo sono arrivati svariati ordini e, soprattutto, il maxi-contratto in Kuwait per gli Eurofighter. Così, per il battesimo ufficiale della nuova strategia commerciale, Leonardo sceglie gli Emirati Arabi Uniti e il Dubai Airshow, una delle vetrine più importanti per l’industria di settore, ma soffre ancora in Borsa, con un calo ieri del 4,3%, dopo la brusca discesa di venerdì innescata dalla revisione delle guidance 2017 su ricavi ed Ebita.

Il gruppo, però, tira dritto e affida al nuovo chief commercial officer , Lorenzo Mariani, il compito di rilanciare. «Sono convinto - spiega al Sole 24 Ore l’ad Alessandro Profumo in una pausa dei lavori della manifestazione - che la nostra azienda non esprima appieno tutto il suo potenziale commerciale. E la scelta di Mariani, che ha grande visibilità su paesi, clienti e campagne chiave, è assolutamente importante e credo produrrà dei benefici in termini di raccolta ordini e di marginalità futura». E, intanto ieri, al salone, Leonardo ha piazzato un’altra commessa per ulteriori due elicotteri AW139 all’Abu Dhabi Aviation e ha poi annunciato la prima consegna del drone “Falco Evo” a un paese mediorientale per attività di sorveglianza e acquisizione di informazioni. «Questa regione è strategica per noi e sono convinto che continuerà a crescere», prosegue Profumo che certo non si nasconde le difficoltà del Golfo con l’ondata di arresti per corruzione in Arabia Saudita e con il Qatar isolato dai vicini e grande assente alla manifestazione. «I temi geopolitici sono sempre importanti per un’azienda come Leonardo. Quello che so con certezza è che il nostro paese qui ha relazioni importanti e la recente visita del premier Paolo Gentiloni, alla quale ha preso parte anche il nostro gruppo, rappresenta un segnale di grande attenzione verso la regione».

Spetterà quindi a Mariani far marciare meglio l’intera macchina commerciale, che poggerà su due linee a diretto riporto: da un lato, sviluppo dei mercati e coordinamento delle attività commerciali e delle campagne strategiche, e, dall’altro, sviluppo e coordinamento del customer support (con un’unità ad hoc guidata da Giuseppe Umberto Panetta). La prima sarà articolata invece su quattro tasselli: marketing e campagne strategiche internazionali (Mauro Buratti), marketing e campagne strategiche Italia (Mariani ad interim), marketing planning&governance e gestione offset (Marco Marinozzi), gestione controllate e partecipate estere (Aldo Paggi). Per sostenere la trasformazione, è stata poi ridisegnata la rete internazionale, ora imperniata su sette regioni (Europa&Africa affidata a Corrado Falco, America Latina a Placido De Maio, Medioriente a Domiziano Boschi, Estremo Oriente a Buratti ad interim, Asia centrale e Turchia a Camillo Pirozzi, Oceania a Michael Lenton, Usa&Canada a Radzi Buckam) e due paesi prioritari (Russia ad Alberto Ponti e Cina ad Angelo Cecchini). «Rafforzeremo gli uffici esistenti, ne apriremo di nuovi dal 2018 e creeremo degli hub logistici dove ci saranno opportunità», aggiunge Mariani.

Nell’immediato, però, c’è, sullo sfondo, anche la futura alleanza allargata tra Fincantieri e Naval. «Il consolidamento europeo è sempre positivo per le aziende, per gli utenti e per i mercati - chiosa il manager -. Al momento l’evidenza del deal è sul civile, mentre sul militare i due gruppi si sono dati del tempo per studiare meglio e aspettiamo di conoscere gli sviluppi».

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