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Indigo, il fondo che compra aerei e li trasforma in «low cost»

LA SOCIETÀ

Indigo, il fondo che compra aerei e li trasforma in «low cost»

L’ultimo investimento di Indigo: 430 jet Airbus (Afp)
L’ultimo investimento di Indigo: 430 jet Airbus (Afp)

È tornata a far parlare di sé dopo un accordo che ha fatto la storia di Airbus, con un maxi-ordine di 430 jet e quasi 50 miliardi di euro. Ma la Indigo Partners, gruppo statunitense di private equity e venture capital, è un player noto da anni nell’industria dell’aviazione, soprattutto all’interno degli Stati Uniti e nel mercato dei voli a basso costo. Fondata a Phoenix (Arizona) nel 2002, la società è specializzata nel noleggio di aerei a vettori specializzati in tratte domestiche o a breve raggio. La strategia di base, secondo la stampa specializzata, è quella di rilevare quote in aziende già operative e veicolarne la trasformazione in società low cost. Un obiettivo che emerge anche dall’accordo con Airbus: gli oltre 400 velivoli ordinati al costruttore francese saranno destinati a compagnie low cost per modello di business come l'americana Frontier Airlines, la messicana Volaris, la cilena JetSmart e l'ungherese Wizz.

Bill Franke, il veterano dei low cost
Il fondatore di Indigo è William A. Franke (1937), soprannominato Bill e noto come il «veterano» del settore low cost negli Stati Uniti. Franke ricopre la carica di presidente della stessa Wizz Air e siede nel board di Frontier Airlines, oltre a essere il chairman del gruppo di ingegneria e costruzioni Bristol Group. Laureato a Stanford in Storia nel 1959 e successivamente in legge nel 1961, Franke ha iniziato la sua carriera da manager in un settore un po’ diverso da quello dell’aviazione: il packaging in carta, nella veste di Ceo dell’azienda Southwest Forest Industries  (chiamata oggi Smurfit-Stone Container ). L’interesse per le compagnie aeree è iniziata in tempi più recenti, ma si è trasformato nel “marchio di fabbrica” del suo curriculum. Prima di Indigo, Franke è stato presidente della West America Airlines e della singaporiana Tiger Airlines, oltre a essere un investitore della prima ora in Ryanair. La stampa di settore è arrivato a ribattezzarlo «architetto dell’industria del low cost», etichetta che non sembra sgradita a Franke: a chi gli chiede se si ritenga un «investitore seriale» nei vettori, lui risponde che «è vero. Ho investito in almeno sette-otto di loro».

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