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Carige, firmato l’accordo. Mercoledì via all’aumento…

la questione bancaria

Carige, firmato l’accordo. Mercoledì via all’aumento da 560 milioni

Ansa
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Banca Carige ha annunciato, nella notte, l'avvio dell'atteso aumento di capitale da 560 milioni di euro (558,1 per l'esattezza), rendendo noto anche di essere «entrata in una trattativa esclusiva con Credito Fondiario per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza pari a 1,2 miliardi di valore lordo e della piattaforma di servicing».

L'annuncio arriva dopo un serrato confronto, durante il quale l'avvio della ricapitalizzazione è stato in bilico, tra i grandi azionisti dell'istituto, cioè Malacalza Investimenti, Gabriele Volpi, Aldo Spinelli e le banche del consorzio di garanzia: Deutsche Bank, Credit Suisse e Barclays.

La crisi
I vertici della banca, in effetti, ritenevano di poter varare l'aumento mercoledì scorso ma, nonostante una prima riunione del cda di Carige avesse fissato il prezzo delle nuove azioni a 1 centesimo, con uno sconto sul Terp tra il 26 e il 27%, al momento decisivo della firma per gli impegni, da una parte dei grandi azionisti a sottoscrivere l'aumento e, dall'altra, delle banche del consorzio coprire l'eventuale quota di inoptato, la trattativa si è bloccata. Un'impasse pesante che ha rischiato di far cadere l'intesa, non senza pesanti frizioni tra gli azionisti, Malacalza in primis (che ha messo nero su bianco come la disponibilità del gruppo a sottoscrivere l'aumento non possa «tradursi in una impropria supplenza della funzione del consorzio di garanzia») e i componenti del consorzio stesso.

La schiarita
Nel pomeriggio di venerdì, però, dopo estenuanti trattative condotte dall'ad di Carige, Paolo Fiorentino, è arrivata la schiarita. E intorno alle 13 gli azionisti hanno firmato. Nella notte, poi, è stato perfezionato l'accordo con le banche. L'operazione, a quanto risulta, prevede anche l'impegno di 3 o 4 controparti qualificate (italiane ed estere) a sottoscrivere l'aumento per una cifra intorno ai 30 milioni ciascuna. Prevedibile anche il supporto all'operazione di Unipol, Generali e Intesa Sanpaolo.

I dettagli dell’operazione
Una nota della banca spiega che il cda di Carige, riunitosi il 15 novembre, ha deliberato per l'aumento di «emettere massimo 49,81 milioni di nuove azioni ordinarie, prive di indicazione del valore nominale, aventi godimento regolare, da offrire in opzione»; e, per gli azionisti ordinari e di risparmio della banca, «di stabilire il rapporto di opzione in numero 60 nuove azioni per ogni azione ordinaria e/o di risparmio posseduta; di stabilire il prezzo di emissione in 0,01 euro per ogni nuova azione ordinaria». Il controvalore massimo dell'aumento di capitale in opzione sarà, quindi, «pari a 498.108.705 euro».

Per quanto riguarda, invece la tranche riservata, la banca rende noto di «emettere massimo 6 miliardi di nuove azioni ordinarie, prive di indicazione del valore nominale, aventi godimento regolare», da offrire prioritariamente ai soggetti che hanno già aderito al piano di trasformazione del proprio debito subordinato in obbligazioni senior, sempre «al prezzo di emissione di 0,01 euro per ogni nuova azione ordinaria. Il controvalore massimo della tranche riservata sarà pertanto pari a 60 milioni».

Carige precisa che «l'aumento di capitale presenta un rapporto tra il prezzo teorico ex e il prezzo cum, stimato sulla base del prezzo di riferimento alla data in cui i termini dell'operazione di aumento di capitale sono annunciati, inferiore alla soglia di 0,3 e, pertanto, la società ritiene che l'aumento debba considerarsi iperdiluitivo».

Aumento al via mercoledì
La banca «intende iniziare il periodo di esercizio dei diritti di opzione mercoledì 22 novembre e terminarlo mercoledì 6 dicembre 2017, chiedendo deroga rispetto al calendario di Borsa che, in questo caso, indicherebbe quale data di inizio per l'esercizio dei diritti di opzione, lunedì 27 novembre».
Carige comunica, poi, che «si è costituito il consorzio di garanzia relativo all'aumento di capitale in opzione pari a 500 milioni. Il consorzio è composto da Credit Suisse Securities (Europe) Limited, Deutsche Bank Ag London Branch in qualità di global coordinators e joint book runners e da Barclays Bank Plc in qualità di co-global coordinator e joint book runner. Equita Sim affianca il consorzio di garanzia in qualità di co-garante, a sua volta supportata da accordi di «prima allocazione» o «pari passu» con il consorzio di garanzia, sottoscritti «da primari investitori istituzionali».

L’impegno delle banche
Le banche del consorzio di garanzia «si sono impegnate a sottoscrivere, disgiuntamente tra loro e senza vincolo di solidarietà, le azioni ordinarie di nuova emissione, eventualmente rimaste inoptate al termine dell'asta dei diritti, che si terrà successivamente al periodo di sottoscrizione, per un ammontare massimo pari al controvalore dell'aumento di capitale in opzione, al netto degli impegni irrevocabili degli azionisti e degli accordi di prima allocazione».
Il contratto di garanzia e gli impegni di Equita e dei primari investitori, precisa la nota, «contengono le usuali clausole che condizionano l'efficacia degli impegni di garanzia ovvero che attribuiscono agli stessi la facoltà di recedere dal contratto, in linea con la prassi internazionale».
L'avvio dell'aumento di capitale «è subordinato all'approvazione, da parte di Consob, del prospetto informativo relativo all'offerta e all'ammissione a quotazione delle azioni di nuova emissione».

Consob valuta riammissione titolo Carige
La Consob intanto sta valutando in queste ore la possibile riammissione del titolo Carige a Piazza Affari, sospeso venerdì in attesa di comunicazioni ufficiali. Alla luce dell'accordo annunciato nella notte con le banche per la costituzione del consorzio di garanzia e dell'impegno irrevocabile di sottoscrizione da parte dei soci stabili della Banca, è attesa, anche da parte di Borsa Italiana, una decisione della Consob, che sarà comunicata prima della riapertura del mercato.

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