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«Alitalia ha in cassa 850 milioni»

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«Alitalia ha in cassa 850 milioni»

  • –Mara Monti

MILANO

Una cassa di 849,6 milioni di euro sui 900 milioni del prestito ponte. Quanto basta per «permetterci di essere stabili e forti nella trattativa». Luigi Gubitosi, commissario straordinario di Alitalia, si mostra ottimista di fronte alla platea gremita di Bizztravel in corso a Milano. Questo non significa che ce la prendiamo comoda, precisa subito dopo, «ma non abbiamo fretta di chiudere e possiamo permetterci di poter scegliere l’offerta migliore».

Nel frattempo, annuncia che nel 2017 Alitalia «riuscirà a chiudere con una crescita dei ricavi di circa l’1-1,5% in linea con l’espansione del paese» e soprattutto in controtendenza rispetto al -6%, -6%, e -5% registrato nei tre anni precedenti, un risultato ottenuto «nonostante alcuni mesi difficili tra maggio e giugno». Le maggiori soddisfazioni, spiega, sono arrivate «soprattutto sul lungo raggio», mentre i voli domestici hanno confermato qualche sofferenza. Le cose dovrebbero migliorare nell’estate 2018, quando il vettore conta su una crescita del 6% dei voli effettuati «con lo stesso numero di aerei grazie a una maggiore produttività».

La partita Alitalia si annuncia ancora lunga e all’orizzonte c’è la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni. Difficile affrontare una ristrutturazione e la conseguente riduzione dei dipendenti in campagna elettorale, una misura chiesta da tutti gli offerenti. Questa mattina, intanto, i commissari sono attesi a Montecitorio per una audizione sulla situazione di Alitalia e sugli incontri con Lufthansa e il fondo americano Cerberus. A questo proposito, Gubitosi, parlando delle trattative per la cessione «con più di un paio di soggetti», ha ricordato che «chiunque voglia investire in Alitalia investe in Italia, un paese con grande attività in termini di traffico e movimento».

Dopo il primo giro di consultazioni, nei prossimi giorni è attesa easyJet come ha annunciato il direttore per l’Italia del vettore low cost, Frances Ouseley: «Siamo anche noi nel processo, abbiamo un nuovo amministratore delegato, che sarà in carica dal 1 dicembre, e quindi uno dei suoi primi compiti e obiettivi è quello di incontrare il ministro e i commissari per spiegare che il nostro è il piano migliore per quanto riguarda gli obiettivi del governo e la sostenibilità di lungo periodo di Alitalia». Finora il vettore britannico ha sempre fatto capire di essere interessato a una parte degli slot di Alitalia, sul modello Air Berlin che dopo il fallimento è stato ceduto a Lufthansa e a easyJet, quest’ultima intervenuta per rilevare alcuni slot dello scalo di Berlino.

Anche Ryanair, dopo la gravosa vicenda dei piloti e dei voli cancellati, torna in pista. In una intervista a David O'Brien, chief commercial officer intervistato dal Sole 24 Ore online si dice pronto a collaborare sui servizi di feederaggio e sulla vendita on-line dei biglietti della compagnia italiana sul sito del vettore irlandese. Si rammarica per essere stati costretti dalle circostanze a ritirare l’offerta su Alitalia perché «penso che ancora oggi la nostra offerta avesse il concept migliore. Noi non dobbiamo proteggere i nostri hub come nel caso di Lufthansa con Francoforte o di Air France con Parigi. Noi siamo una compagnia europea con l’obiettivo di continuare a crescere». In futuro? Mai dire mai.

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