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Asse Cerberus-easyJet per Alitalia

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Asse Cerberus-easyJet per Alitalia

Colpo di scena nella gara Alitalia: dopo l’esito interlocutorio dei negoziati con Lufthansa, il fondo americano Cerberus ha deciso di tornare alla carica del vettore italiano con una possibile alleanza con la compagnia low cost easyJet, il cui piano è già stato presentato ai commissari. Le trattative tra Cerberus e la compagnia inglese sono state già avviate nelle scorse settimane e l’esito sarà discusso direttamente con i commissari straordinari martedi prossimo a Roma. Alla riunione parteciperà personalmente il responsabile della divisione private equity del fondo, il cui arrivo da New York è previsto per il fine settimana.

Secondo quanto riferito al Sole24Ore dalla portavoce di Cerbus, la condizione irrinunciabile è la costituzione di una holding in cui far entrare lo Stato (attraverso Cdp) e i sindacati dei piloti e del personale di terra e di volo.

Accelera la discussione sul futuro di Alitalia. Dopo l’incontro dei commissari con Lufthansa, torna in campo il fondo americano Cerberus. Martedì è fissato un nuovo incontro con i commissari a Roma dove per l’occasione arriverà da New York il responsabile del private equity. E non è questa la sola novità: Cerberus riferirà infatti ai commissari dei negoziati avviati già da alcune settimane con easyJet per una alleanza sul vettore italiano. Un vero colpo di scena se si pensa che mentre Cerberus non ha ancora presentato una offerta per Alitalia, il vettore low cost inglese ha partecipato al bando senza alleati. Non è stato possibile contattare la compagnia britannica. L’incontro di martedì segue di poche settimane quello avuto dal commissario Luigi Gubitosi a New York nella sede di Cerberus. Da allora qualche passo in più è stato fatto dal fondo di private equity che ha rafforzato la sua intenzione di avviare una partnership in Alitalia con lo Stato italiano e con altri rappresentanti a cominciare dai sindacati, garantire l’indipendenza del vettore oltre la sostenibilità finanziaria nel lungo periodo. La condizione è che venga garantito a Cerberus il controllo operativo della compagnia aerea.

«Siamo fortemente interessati ad investire in Alitalia -ha confermato Jason Ghassemi, Chief communications officer del fondo di private equity raggiunta al telefono -.Vogliamo lavorare con tutti i suoi rappresentanti con un investimento di lungo periodo». La portavoce ha quindi aggiunto di «apprezzare il supporto costruttivo ricevuto da numerosi rappresentanti italiani che hanno condiviso i nostri obiettivi» al punto da spingere il fondo a proseguire nella discussione.

Un passaggio non secondario dal momento che la presenza del fondo nel processo di confronto con i commissari si era mostrata incerta al punto che in molti ambienti l’offerta di Lufthansa sembrava ormai l’unica rimasta sul tavolo. L’impressione era che il ruolo di Cerberus potesse essere usato per spingere la compagnia tedesca al rilancio. Se sarà così lo si capirà dopo l’incontro di Roma di martedì prossimo. L’accelerazione di questi giorni segue la discussione avviata con il vettore tedesco e in vista della presentazione dell’offerta di easyJet che non avverrà prima della fine del mese dal momento che il nuovo Ceo, Johan Lundgren, sarà operativo dal primo dicembre. In questi giorni il commissario di Alitalia Luigi Gubitosi ha più volte ripetuto di essere in trattative per la cessione «con più di un paio di soggetti», senza svelare le carte. Qualcosa in più è stato detto dalla portavoce del fondo americano, la quale ha assicurato che il suo piano «è l’unico ad offrire una soluzione che garantisca l’indipendenza di Alitalia come operatore nazionale, basato in Italia». Secondo altre fonti vicino al dossier, gli altri competitor a cominciare da Lufthansa punterebbero soltanto a proteggere l’hub di Francoforte a scapito di Alitalia: di cifre al momento non vogliono ancora parlare, mentre tra gli obiettivi ci sarebbe quello di garantire la totalità dei posti di lavoro.

Finora Cerberus non ha presentato alcuna offerta essendo venuto allo scoperto dopo la scadenza dei termini, poi slittati al 30 aprile per dare tempo agli offerenti di presentate un miglioramento delle condizioni dei piani . I manager di Cerberus sarebbero così intenzionati ad affiancarsi come consulenti non remunerati all'attuale squadra di management della società, guidata oggi da tre commissari. In questo modo, secondo Cerberus, si potrebbe avviare un piano di ristrutturazione e di gestione operativa congiunta «anche prima di aver consumato l'investimento».

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