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Carige, per Creditis gara a due

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Carige, per Creditis gara a due

  • –Carlo Festa

Il Cda di Carige va ai tempi supplementari per la cessione di Creditis. Il board ha deciso di trattare con due dei potenziali acquirenti per arrivare a sceglierne uno in tempi brevi.

Secondo i rumors sarebbero restati in campoil fondo americano Christofferson Robb & Copany (Crc), fino a questo momento il candidato favorito, e Chenavari Financial Group, che avrebbe rilanciato rispettto all’offerta originaria. Il fondo vincitore dovrebbe anche impegnarsi ad entrare con un 2% nel capitale della banca.

In attesa dell’esito dell’asta su Creditis, uno dei capitoli più d’attualità resta quello dei diritti di opzione. Ieri era fissato il termine, concesso ai clienti-azionisti, per dare indicazioni su cosa intendano fare in merito ai diritti in loro possesso. Quindi, in assenza di riscontri, oggi Carige venderà i diritti giacenti per i quali non sono arrivate indicazioni. Inoltre domani sarà l’ultimo giorno per negoziare i diritti. Dal primo dicembre al 6 dicembre (giorno in cui si chiuderà il periodo di adesione) i diritti potranno dunque solo essere esercitati. Sempre il 6 dicembre è attesa la finalizzazione delle trattative sulla piattaforma Gerica e sul portafoglio di 1,2 miliardi di Npl (con Credito Fondiario) e dell’accordo su Creditis. Nei primi cinque giorni in cui i diritti di opzione di Banca Carige sono stati negoziati in Borsa è passato di mano quasi il 70% dei titoli che danno diritto a sottoscrivere l’aumento di capitale. L’altro-ieri il record di scambi, con 201,2 milioni di pezzi transitati sul mercato, pari al 24% dei diritti di opzione.

C’è da dire che potrebbero esserci ancora sorprese su potenziali nuovi ingressi nella compagine azionaria di Carige post-aumento. L’altri ieri l’amministratore delegato Paolo Fiorentino e il direttore finanziario Andrea Soro erano infatti a Londra a incontrare potenziali investitori.

Su quest’ultimo fronte proprio ieri la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca avrebbe dato la luce verde per sottoscrivere l’aumento di capitale per la quota di competenza. L’ente toscano, tra le prime dieci fondazioni italiane per patrimonio, ha una partecipazione dell’1,21% in Carige . Gli organi dell’ente guidato da Marcello Bertocchini avrebbero deciso di difendere l’investimento nella banca ligure, anche considerando che l’aumento deciso a Genova è iperdiluitivo

Intanto il titolo Carige ha vissuto ieri un’altra seduta negativa (-1,94%), chiudendo a 0,0101 euro, appena sopra il prezzo di emissione delle nuove azioni (0,01 euro).

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