Finanza & Mercati

Tassi «pazzi»: ora i bond Usa a 2 anni pagano quanto i BTp a 10…

  • Abbonati
  • Accedi
paradossi finanziari

Tassi «pazzi»: ora i bond Usa a 2 anni pagano quanto i BTp a 10 anni

(Marka)
(Marka)

Tra i recenti ossimori della finanza non c’è solo il Bitcoin che pochi mesi fa era a 400 e ora anche oltre 11mila dollari. Oppure il dato che oggi i tassi sono sui livelli più bassi degli ultimi 5.000 anni. Da ieri le tabelle dei rendimenti offrono un altro apparente paradosso. Il tasso dei titoli di Stato Usa a 2 anni ha eguagliato quello dei titoli italiani a 10 anni. In sostanza: il T-Bond con durata 24 mesi rende (1,78%) al pari del BTp a 120 mesi. In apparenza per avere lo stesso rendimento annuo chi vuole investire in Italia deve impegnare il capitale per 96 mesi in più rispetto a chi vuole investire negli Stati Uniti. E poco conta che gli Usa siano giudicati Tripla A da due delle tre più importanti agenzie di rating al mondo, mentre l’Italia è parecchi gradini sotto nella scala dei giudizi (BBB).

Allo stesso tempo, confrontando il rendimento degli Usa con quello della Tripla A dell’Eurozona, ovvero la Germania, la differenza è ancor più clamorosa. Lo spread tra Usa e Germania (nella distanza dei bond governativi a 2 anni) è balzato a 250 punti. Siamo lontanissimi dal 2011 quando erano i bond tedeschi a offrire un rendimento superiore rispetto a quelli statunitensi.

Come si può spiegare questo effetto che graficamente evoca le fauci di un coccodrillo? Non è una questione di rischiosità (uno degli elementi, assieme alle aspettative future di inflazione, che influenza il rendimento di un’obbligazione). Perché Stati Uniti e Germania, come visto, hanno rating analoghi e rappresentano il top di gamma delle rispettive aree economiche. È molto semplicemente una questione legata alla differenza di politica monetaria tra Usa ed Eurozona. La prima area sta alzando i tassi (quattro strette già varate da dicembre 2015) mentre la seconda area ha rimandato un eventuale ritocco all’insù del costo del denaro al 2019. Gli esperti chiamano questo fenomeno “decoupling”, ovvero la divergenza tra le politiche adottate da due banche centrali.

LO SPREAD USA-GERMANIA A 2 ANNI
Differenza di rendimento ai massimi storici

Il decoupling è anche il vero motivo per cui oggi il rendimento dei BTp a 10 anni è lo stesso del T-Bond a 2 anni. Nell’ottica di un piccolo risparmiatore può essere un vantaggio acquistare il secondo titolo e ottenere lo stesso rendimento del primo ma con un impegno temporale di 8 anni inferiore?

È una domanda che molti si staranno ponendo, in un contesto, come quello attuale, in cui il mestiere dell’investitore è diventato davvero complicato, complici i tassi bassi e le recenti politiche espansive delle banche centrali che hanno gonfiato i prezzi delle Borse (che valgono come non mai 94mila miliardi di dollari) e dei bond globali (che valgono come non mai 50mila miliardi di dollari).

Investire oggi in T-Bond per un europeo può essere in partenza sicuramente interessante. Il problema (in finanza nulla è per caso e nessuno regala nulla) è il rischio cambio. Oggi l’euro/dollaro viaggia a 1,18. Da inizio anno l’euro si è rivalutato nei confronti del dollaro del 10 per cento. Chi investe in titoli Usa (e quindi compra dollari) sarà soggetto a una perdita qualora quei dollari dovessero nell’arco del proprio investimento (in questo caso stiamo parlando di 24 mesi) svalutarsi nei confronti dell’euro. Viceversa, se il dollaro dovesse nel frattempo apprezzarsi sull’euro l’effetto cambio aggiungerebbe al tasso dell’1,78% annuale oggi previsto per i T-bond a 2 anni un extra-rendimento.

È chiaro che non appena i mercati inizieranno a fiutare (e quindi a scontare) un rialzo dei tassi anche da parte della Bce è probabile che l’euro (salvo altri fattori esogeni riguardanti il dollaro) potrebbe iniziare a rivalutarsi sul dollaro, vanificando in tutto o in parte la scommessa di chi oggi decidesse, lato Europa, di salire sul carro dei T-bond. È come sempre una questione di tempo: quando la Bce alzerà i tassi? Più ritarderà, più si rivelerà vantaggiosa la scelta di puntare oggi sui governativi Usa. Con tutti i rischi che una scelta del genere può comportare.

www.twitter.com/vitolops

© Riproduzione riservata