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Goldman porta cento banker a Milano

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Goldman porta cento banker a Milano

  • –Vito Lops

La banca d’affari statunitense Goldman Sachs è pronta a potenziare la sua presenza in Italia. Il colosso di Wall Street sta finalizzando i dettagli della locazione di un nuovo spazio per oltre 100 persone in una via molto centrale di Milano, a pochi passi dal Duomo, dicono alcune fonti vicine alla situazione, aggiungendo che i dipendenti in Italia aumenteranno di quasi sei volte. Più nel dettaglio, la nuova sede dovrebbe essere locata in via Santa Margherita, nella ex sede del Banco di Sicilia.

Si tratta di una svolta radicale per Goldman, che attualmente impiega 20 persone in Italia e ha la presenza più bassa sul territorio tra le prime cinque banche americane, malgrado porti a casa le commissioni più alte.

Un portavoce della banca afferma alla Reuters che l’espansione in Italia non è legata alla Brexit. «Questa mossa riflette i nostri investimenti in corso sulla rete italiana. L’investimento è fatto indipendentemente dai piani legati a Brexit», spiega. Infatti l’istituto si sta riorganizzando anche negli Stati Uniti in un piano molto più ampio perché possa essere confinato esclusivamente alla Brexit.

Allo stesso tempo non può essere ignorato che l’istituto sta riordinando le sue carte europee anche in considerazione del fatto che entro marzo 2019 la Gran Bretagna dovrebbe firmare un accordo con l’Unione europea che sancirà effettivamente la Brexit. Lo riprova anche il fatto che all’inizio del mese scorso Goldman ha annunciato l’affitto di un ufficio da 10.000 metri quadri a Francoforte per più di 1.000 dipendenti.

Per quanto riguarda l’Italia, il colosso Usa dovrebbe spostarsi nel primo trimestre 2019 negli uffici milanesi che ospiteranno diversi investment banker oggi basati a Londra, dicono le fonti. Ma già dal 2018 si dovrebbe trasferire in Italia un team di sette banchieri, tra cui Franscesco Pascuzzi, co-head dell’investment banking in Italia.

Il potenziamento arriva in un momento in cui l’economia italiana sta ritrovando slancio dopo anni difficili. Nei primi otto mesi del 2017 le esportazioni sono balzate del 2,8% su base annua e il Pil dovrebbe crescere al ritmo più alto del 2010. Buone notizie che arrivano a poche settimane dallo storico upgrade sul debito di Standand and Poor’s, che non promuoveva l’Italia da 35 anni.

La Brexit dovrebbe portar via da Londra 10mila posti di lavoro nel settore bancario e 20mila in quello più esteso dei servizi finanziari. È la stima del think tank di Bruxelles, Bruegel. Benché l’espansione di Goldman Sachs non sia ufficialmente motivata dall’onda lunga del referendum del 23 giugno 2016 nel Regno Unito, è indubbio che la forza attrattiva dell’Italia è diventata maggiore anche alla luce di questo. Goldmans Sachs, che attualmente conta 6mila dipendenti nel Regno Unito, ha bisogno di essere pronta a fornire la continuità dei servizi ai propri clienti anche nell’ipotesi di una “hard Brexit”.

Il problema principale della Brexit risiede nel “passporting right”, ovvero il diritto per una banca della City di operare negli altri 27 paesi della Ue senza bisogno di avere una licenza in ciascuno di essi. Le big bank internazionali ovviamente sperano che venga trovata al più presto un’intesa “soft”. Nel frattempo - oltre ad aver ridotto di 350 miliardi l’esposizione in bilancio verso l’Uk - stanno spostando sedi e uffici al riparo dell’Unione europea.

.@vitolops

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