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Il Ceo di Prysmian: «Altre acquisizioni potrebbero arrivare a…

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Il Ceo di Prysmian: «Altre acquisizioni potrebbero arrivare a breve»

Valerio Battista, amministratore delegato di Prysmian (Imagoeconomica)
Valerio Battista, amministratore delegato di Prysmian (Imagoeconomica)

Prysmian ha appena annunciato l'acquisizione di General Cable negli Stati Uniti e già guarda ai prossimi passi. «Da tempo stiamo guardando ad acquisizioni e il lavoro che ci ha portato all'operazione su General Cable ha piantato è fatto crescere altri germogli. Qualche altra cosa potrà quindi nascere a breve» ha dichiarato l’amministratore delegato di Prysmian, Valerio Battista, nel corso della conferenza stampa nel nuovo quartier generale del gruppo in Bicocca a Milano, per la presentazione dell'acquisizione di General Cable per un investimento complessivo di 3 miliardi di dollari.

«Abbiamo deciso di procedere a un aumento di capitale da 500 milioni per avere un bilancio solido e per poter avere la flessibilità necessaria per cogliere altre opportunità» ha continuato Battista, aggiungendo sull'acquisizione di General Cable: «Ci vorranno sei mesi per chiuderla, dipende dalle autorizzazioni delle authority antitrust. Contiamo di perfezionare l'operazione entro il secondo trimestre del 2018».

Sulle nuove operazioni Battista non ha voluto scoprire le carte. Ha solo precisato che tre aziende che stanno guardando sono concentrate «una in Asia, una opera nel mondo in un business specifico è una in Nord America. Ma non sono le uniche». Si tratta di società di nicchie sia industriali sia geografiche.

Il deal avverrà attraverso la costituzione di una società veicolo che sarà fusa in General Cable e apporterà i capitali, ha spiegato Battista, aggiungendo: «a quel punto ci sarà un'assemblea di General Cable che con il 50% più un'azione ci permetterà di prendere il controllo della società. Con questa operazione rafforziamo la nostra posizione di leadership perché con 11,1 miliardi di fatturato pro forma, diventiamo come dimensioni il doppio del numero due del settore».

I due gruppi hanno una complementarietà geografica che permetterà a Prysmian di aumentare la propria presenza negli Stati Uniti, che nel 2016 pesavano solo il 15% del fatturato. La fotografia scattata al 30 settembre vedrebbe: 6 miliardi di fatturato realizzati in Europa, 3,1 miliardi nel Nord America, un miliardo nell'area Latam e 950 milioni nell'area Apac. Il gruppo combinato avrà 930 milioni di margine operativo lordo (Ebitda) e 686 di Ebit adjusted.

Le sinergie
Il prezzo riconosciuto da Prysmian agli azionisti di General Cable è stato di 30 dollari ad azione con un premio dell’81% rispetto alla chiusura di Borsa di luglio prima dell'annuncio della società americana di apertura del processo di valorizzazione della società. Un prezzo che alcuni sul mercato hanno giudicato alto. «Perché abbiamo pagato 3 miliardi? Possiamo valutare sinergie di 150milioni fra costi di organizzazione e manifacturing, che attualizzati valgono oggi 1,2 miliardi» ha spiegato Battista. Le sinergie arriveranno sia sul fronte dell'acquisto delle materie prime, non tanto metalli ma altri componenti come materiali di isolamento, e sia sul fronte dell'organizzazione.

A riguardo Battista ha precisato che questa fusione avverrà con lo stesso metodo con cui è avvenuta quella di Draka: «ci sarà una valutazione del management, la riorganizzazione della struttura e i migliori resteranno. Non ci saranno più due strutture».

Alle sinergie industriali, ha spiegato il Cfo di Prysmian, Fabio Franchini, si sommano sinergie finanziarie come quelle che deriveranno dal rifinanziamento del debito di General Cable di 1,117 miliardi di dollari, di cui 600 milioni di bond e 420 circa milioni di bond subordinato convertibile.

Guardando alla posizione finanziaria netta del gruppo dai 600 milioni di euro stimati per Prysmian stand alone a fine 2017 si salirà a 3,025 miliardi per effetto di 1,308 miliardi pari all'esborso per il pagamento delle azioni di General Cable e di 1,117 miliardi del debito della società americana. Il debito verrà ridotto a 2,725 miliardi con la conversione del bond convertibile emesso nel 2013, che arriverà a maturazione nel marzo 2018.

Il management stima che il dividendo per azione resti stabile a 43 centesimi, mentre subito dopo l’acquisizione di draka nel 2011 era stato dimezzato. Aumenterà, ha precisato il cfo, il monte dividendi totale in ragione della conversione del bond convertibile e dell’aumento di capitale.

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