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St in controtendenza, si teme che Apple produca in casa i chip

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St in controtendenza, si teme che Apple produca in casa i chip

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Stmicroelectronics debole e in controtendenza a Piazza Affari, sui timori che circolano dalla scorsa settimana che Apple inizierà a produrre in casa alcuni chip. Il titolo si allinea inoltre alla flessione del comparto tecnologico, col Nasdaq che ieri ha segnato un ribasso dell'1%, registrando una performance opposta a quella di Dow Jones e S&P. Così i titoli del gruppo guidato da Carlo Bozotti si allontanano dal massimo di 21,25 euro toccato in chiusura a inizio novembre (-13%). D'altra parte da inizio anno la performance di St rimane una delle migliori del Ftse Mib: le azioni guadagnano il 71% circa.
Ieri la britannica Dialog Semiconductor, fornitore di Apple, ha confermato in parte le indiscrezioni apparse la scorsa settimana sul quotidiano Nikkei, ammettendo che il colosso di Cupertino ha sviluppato le capacità per internalizzare il disegno dei circuiti integrati per la gestione energetica dell`iPhone. Ad ogni modo Dialog ha sottolineato di non aspettarsi cambiamenti nelle forniture ad Apple, che rappresentano oltre il 50% del suo fatturato, nel 2018 e probabilmente anche nel 2019. La situazione potrebbe tuttavia cambiare a partire dal 2020.


Il management di Dialog Semiconductor ritiene che la decisione della società guidata da Tim Cook di aumentare il controllo sui componenti dell`iPhone (oggi Apple disegna internamente il processore core e l`interfaccia grafica) sarebbe legata al processo di continuo consolidamento che sta avvenendo nel settore dei semiconduttori.
Equita raccomanda cautela verso tutti i fornitori di semiconduttori per l’iPhone e dunque anche nei confronti di Stm, sebbene in questo caso la fetta di fatturato di questo tipo di commesse rappresenti all’incirca il 10% del giro d’affari complessivo del gruppo italo-francese.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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