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Sfuma l’effetto Opec, petrolio in ribasso per timori sulla domanda

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Sfuma l’effetto Opec, petrolio in ribasso per timori sulla domanda

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Reuters
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L’effetto Opec si sta dissipando sul mercato petrolifero, lasciando di nuovo spazio a timori sulla domanda, in particolare su quella di benzina.

Le statistiche dell’Eia, che hanno mostrato un forte accumulo di carburanti negli Usa, hanno fornito il pretesto per ulteriori liquidazioni da parte dei fondi, che avevano già iniziato a ridurre l’eccessiva esposizione al rialzo accumulata in vista del vertice dell’Organizzazione e dei suoi alleati.

Il risultato è stato una discesa di quasi il 3% per il prezzo del barile, che ha chiuso ai minimi da due settimane: 61,22 dollari per il Brent e 55,96 $ per il Wti.

La settimana scorsa le scorte di greggio sono scese di 5,6 milioni di barili negli Usa, ma il dato in parte continua a risentire del fermo dell’oleodotto Keystone dal Canada, che è rientrato in funzione solo dal 28 novembre.

In compenso c’è stato un accumulo di 1,7 mb per i distillati e di 6,8 mb per le benzine. Sono queste ultime che suscitano inquietudini: la domanda negli Usa sembra troppo bassa per questo periodo, caratterizzato dallo shopping pre-natalizio.

Anche le importazioni si sono ridotte, con ricadute sui margini di raffinazione europei: Reuters stima che siano crollati a 4 $/barile, ai minimi da settembre 2016.

Le rassicurazioni dell’Opec e dei suoi alleati ormai restano sullo sfondo, anche se il ministro russo Alexander Novak è tornato sul tema, allineandosi al saudita Khalid Al Falih: è presto per parlare di exit strategy dai tagli produttivi, ha detto. «Possiamo discuterne in qualsiasi momento, non appena sarà giudicato necessario».

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