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Su Carige i paletti della Bce a Malacalza

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Su Carige i paletti della Bce a Malacalza

  • –Andrea Fontana

È il giorno della verità per Carige: oggi si chiuderà l’aumento di capitale da 560 milioni di euro, salvo la necessità di ricorrere all’asta supplementare sui titoli rimasti non esercitati, e sono attese le firme sugli accordi vincolanti per la cessione della controllata del credito al consumo Creditis, a Chenavari Investment Management per 100 milioni, e per vendere un portafoglio di crediti problematici lordi da 1,2 miliardi al 23% del suo valore. Insieme a quest’ultimo sarà firmato sempre con il Credito Fondiario, operatore tra i più attivi in Italia negli investimenti e nel servicing di portafogli di non performing loans, il contratto definitivo per cedere anche la piattaforma di gestione dei deteriorati. Se le firme sulle dismissioni sembrano senza ostacoli, il nodo è l’esito della ricapitalizzazione, perno del rafforzamento patrimoniale da un miliardo di euro. Il quadro sembra comporsi: sulla parte riservata da 60 milioni di euro la banca ha ricevuto impegni ufficiali per 45 milioni da Intesa Sanpaolo Vita, Generali e Unipol, per la parte in contanti da 500 milioni i soci storici hanno assicurato quasi il 30% e anche i risparmiatori, scrive Il Secolo XIX, avrebbero fatto la loro parte con una adesione complessiva da almeno 100 milioni. Il successo o meno dell’aumento fin da oggi dipende dalla partecipazione dei fondi di investimento: da giorni si parla di Algebris, Pimco e di due big anglosassoni pronti a entrare con quote rilevanti, operazioni che ridisegnerebbero l’azionariato . In caso di inoptato, l’osservato speciale sarà il primo azionista, cioè Malacalza Investimenti, già titolare del 17,6% del capitale e pronto a salire fino al 28%: da fine ottobre la famiglia di imprenditori ha chiesto a Bce e a Banca d’Italia di autorizzare il rafforzamento ma il via libera non è ancora arrivato. Secondo quanto ricostruito da Radiocor anzi, le Authority hanno posto dei paletti all’ascesa, cioè nessuna influenza sulla gestione operativa della banca. Per adeguarsi, dopo i colloqui con Francoforte e con Via XX Settembre, il veicolo dei Malacalza ha modificato il proprio statuto indicando espressamente che «alla società è preclusa l’assunzione delle funzioni di direzione e coordinamento di banche e gruppi bancari».

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