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Rete, per Tim serve un tavolo tecnico

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Rete, per Tim serve un tavolo tecnico

  • –Antonella Olivieri

Telecom apre il confronto con Agcom e Antitrust sul futuro della rete, spostando le discussioni dal piano politico a quello tecnico e, in ultima analisi, di business. Nel contempo tiene aggiornato il Governo - per il tramite del ministro competente, il titolare del dicastero Sviluppo economico, Carlo Calenda - come promesso. La giornata, densa di incontri, dell’ad Amos Genish, si conclude con la proposta, pare bene accolta, di istituire un tavolo tecnico con le Autorità per analizzare insieme gli eventuali miglioramenti da apportare all'attuale modello di governance della rete.

L’interlocutore principale, in questo caso, è l’Agcom che ha già in corso l’analisi di mercato per il prossimo triennio, processo al termine del quale - ma la scadenza è giugno - l’Authority presieduta da Angelo Marcello Cardani potrebbe decidere di applicare rimedi “straordinari” pro-concorrenza. Un processo nel quale, evidentemente, l’incumbent vuole avere voce in capitolo visto che, sempre sul piano tecnico, sono in predicato diversi stadi di separazione della rete che, non necessariamente, arrivano fino alla societarizzazione vera e propria. È altrettanto evidente che lo scopo è anche quello di valutare la possibilità di ottenere “sconti regolamentari” - per gli obblighi che gravano sull’incumbent o in materia di prezzi regolamentati - a fronte di ogni concessione che dovesse maturare.

La “scadenza” per l’azienda è il nuovo piano industriale che sarà presentato il 6 marzo e, sebbene il proposito sia stato annunciato da tempo, di fatto il progetto sarà sottoposto all’approvazione del board due giorni dopo il voto, quando il nuovo Governo non si sarà ancora insediato. Del resto Telecom non può permettersi di lasciare aperta all’infinito l’incognita sul destino della rete che è il principale fattore di movimentazione del titolo in Borsa in questo periodo. Lo spostamento delle discussioni sul piano tecnico e la ricognizione fatta sulle esperienze all’estero (si veda altro pezzo in pagina), giudicate fallimentari dal vertice aziendale, portano a escludere che ci sia la disponibilità dell’incumbent a privarsi, anche solo parzialmente, della rete, nonostante Genish abbia assicurato a Calenda che Telecom continuerà a vagliare tutte le ipotesi per rispondere alle richieste delle istituzioni e creare valore. Piazza Affari, che aveva scommesso su ipotesi finanziarie, resterà probabilmente delusa: ieri infatti il titolo ha perso il 2,96% chiudendo a 0,738 euro.

Non è comunque sul piano tecnico che potranno trovare soluzione altri nodi annosi, che esulano peraltro dalle logiche aziendali. L’esigenza di ricostituire anche un minimo presidio italiano nell’azionariato dell’incumbent che è stato integralmente privatizzato (a differenza di Eni o Enel) non potrà certo trovare sfogo in un miglioramento del modello di equivalence della rete. Così come un’ipotetica integrazione con Open Fiber - che probabilmente renderebbe più efficiente il processo di copertura del Paese - non può essere certo sollecitata dalle Autorità che hanno funzione di presidio, cioè di arbitro e non invece di giocatore.

Ad ogni modo, secondo quanto è stato riferito, il presidente dell'Agcom, Angelo Marcello Cardani, avrebbe accolto favorevolmente il suggerimento di Telecom di aprire un tavolo per il miglioramento del governo della rete, esprimendo “piena disponibilità” a valutare il percorso da intraprendere. Trattandosi solo di un primo abboccamento, dall’Authority delle tlc non sono arrivate indicazioni sulla tempistica che però, ragionevolmente, dovrebbe scavallare le festività di fine anno.

Dopo Cardani, Genish ha incontrato anche il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, che, secondo quanto riferito dalla stessa Telecom, avrebbe incoraggiato l’avvio di un “dialogo approfondito e tempestivo sulla rete”. Non sarebbero state discusse tematiche specifiche - anche perchè il progetto Cassiopea per le aree fallimentari, che aveva sollevato esposti, è stato archiviato dall’incumbent - ma l’incontro sarebbe da inquadrare nell’ambito della politica di mantenere rapporti distesi con le Autorità, considerato anche che l’accordo sui contenuti Mediaset, da trasmettere sulla piattaforma di Tim vision, se e quando si farà, dovrà probabilmente passare al vaglio dell’Antitrust.

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